Scattano le multe per le passeggiate in centro

Forze dell’ordine in azione, ed è caccia a un lancianese che è uscito per sparare fuochi d’artificio
LANCIANO. Aumentano i contagi e scattano anche in città controlli più massicci da parte delle forze dell’ordine. Dallo scorso fine settimana sono ripresi i servizi mirati al rispetto dei divieti anti-Covid, che vedono in campo polizia di Stato, carabinieri e polizia locale. Malgrado tutta la provincia di Chieti sia in zona rossa, si registrano assembramenti in centro, nelle vicinanze di bar e locali che possono praticare solo asporto o nelle aree di solito deputate a luoghi di ritrovo. «Deve essere sfuggito che Lanciano è in zona rossa», ironizza Nuovo Senso Civico, «perché mentre veniva effettuato lo screening di massa, con la confortante partecipazione di migliaia di cittadini, altrettante migliaia affollavano il Corso ignorando le disposizioni di legge in vigore. Come movimento che si occupa di ambiente e salute pubblica, non possiamo che denunciare questa schizofrenia. Nel momento di maggior rischio per il diffondersi del contagio nella nostra città, a causa della micidiale variante inglese, chiediamo che le regole vengano fatte rispettare».
Già domenica sera, in centro, polizia e carabinieri hanno effettuato un servizio congiunto che ha portato a sanzionare due persone che non avevano una valida giustificazione per trovarsi fuori casa. Nei giorni precedenti multe dei carabinieri ad altre 8 persone. Lunedì sera i militari hanno affiancato gli agenti della polizia municipale: controlli in piazza Plebiscito, corso Trento e Trieste, via Monte Maiella e agli ingressi della città. Ieri mattina controlli a tappeto sono continuati da parte dei vigili urbani: circa 20 le persone controllate, di cui due provenienti dal Pescarese sanzionate perché senza un valido motivo. E c’è anche chi a mezzanotte esplode fuochi d’artificio. «Ci stiamo attivando per capire chi è il responsabile», dice il sindaco Mario Pupillo, «purtroppo c’è una voglia di trasgredire che supera qualsiasi limite. Quello degli assembramenti è un problema nazionale. Sono operazioni di massa, a fronte di poche forze in campo che devono occuparsi anche di altre emergenze. Le 8mila presenze allo screening dello scorso fine settimana testimoniano il grande senso di responsabilità dei lancianesi, ma c’è anche una parte che non risponde e pensa che sia tutto uno scherzo. Fermare l’aumento dei contagi è una responsabilità di tutti, non solo del sindaco o delle forze dell’ordine, ma di ogni singolo cittadino che deve sentire su di sé la responsabilità del rispetto della propria e altrui salute».

