Scende in campo “Salute è Diritto”

2 Aprile 2017

Nasce l’associazione cittadina che difende l’ospedale dai tagli

GUARDIAGRELE. È stata costituita l'associazione "Salute è Diritto" per la difesa dell'ospedale cittadino. Nasce a Guardiagrele ma ha già allargato i suoi orizzonti a tutto il territorio circostante trovando appoggio tra i cittadini di Orsogna, Filetto, Palombaro, Pennapiedimonte, Pretoro, Rapino, San Martino sulla Marrucina. «L'associazione» affermano alcuni componenti del comitato (Mario Scamuffo, Fabrizio Iezzi, Michela Scutti, Marta Caramanico, Genoveffa Iacovella, Pietro Polara, Demetrio Cipollone, Nicola Liberatoscioli e Pietro D'Amico) che non ha una struttura verticistica ma corale «nasce dall'iniziativa spontanea di alcuni cittadini che, vedendosi privati del sacrosanto diritto alla salute, hanno deciso di lottare contro questa politica regionale, che continua ad abbandonare le popolazioni delle aree interne e montane della nostra Regione». L'ospedale di Guardiagrele era un fiore all'occhiello, fino a qualche anno fa, prima che i tagli lo privassero di tanti servizi essenziali per i cittadini. «Oggi i politici regionali» dicono dall'associazione «vogliono farci credere che l'ospedale di comunità sia la soluzione per tutti i nostri problemi. Ma questa fantomatica struttura altro non è che un luogo dove parcheggiare pazienti non acuti, prevalentemente anziani, che vengono scaricati dagli ospedali più grandi, dove creerebbero solo fastidio, prima di essere rispediti alle loro case. Ma abbiamo veramente bisogno di una struttura come questa?». Guardiagrele e il suo circondario hanno un territorio prevalentemente montano e a rischio sismico e idrogeologico, abitato da 44mila persone, il cui ambito distrettuale si estende da Lama dei Peligni a Roccamontepiano, passando per Palena, Pennapiedimonte e Pretoro. Tante attrezzature mediche sono abbandonate nell'ospedale di Guardiagrele da anni, altre sono inspiegabilmente sottoutilizzate. Il pronto soccorso è stato chiuso un anno fa, il laboratorio analisi smantellato, la radiologia funziona solo dalle 8 alle 14, i servizi di endoscopia e pneumologia sono spariti. «Abbiamo l'impressione che» concludono dall'associazione «nelle alte sfere, abbiano più interesse a costruire nuove strutture ospedaliere e a sperperare centinaia di milioni, piuttosto che pensare ai bisogni concreti della gente».

Matteo Del Nobile