Schianto auto-bici, conducente condannato

13 Marzo 2022

Rischiava 12 anni di reclusione, ma se la cava con una pena di due mesi: la ciclista spuntò all’improvviso

VASTO. Ultimo atto dell’udienza davanti al giudice del tribunale di Vasto, Tito Antonini, per G.G., 64 anni, accusato di lesioni stradali personali gravissime colpose. L’automobilista, che rischiava una condanna a 12 anni di reclusione, è stato invece condannato a due mesi, pena sospesa.
La vicenda che ha trascinato l’uomo in tribunale, risale al 2018. Mentre G.G. percorreva la Statale 16, a Vasto Marina, investì una giovane donna sbucata in sella alla propria bicicletta da una traversa laterale per attraversare l’Adriatica in diagonale. «Le premesse erano preoccupanti», raccontano i legali del 64enne, gli avvocati Simone Troiano e Monica Scutti. La ragazza finì in ospedale, dapprima in prognosi riservata e poi in coma, dal quale uscì dopo molti mesi». La compagnia assicurativa che copriva la rc auto del veicolo dell’imputato riconobbe in favore della persona offesa e dei suoi familiari un risarcimento. «La somma», racconta l’avvocato Troiano, «non fu ritenuta comunque soddisfacente dalla famiglia della ragazza che si costituì in giudizio parte civile chiedendo una importante somma a titolo risarcitorio». Nel corso dell’istruttoria dibattimentale gli avvocati della difesa, hanno tuttavia individuato ed esposto al giudice circostanze che sollevavano l’imputato dalla piena responsabilità. «G.G., la sera dell’incidente», hanno rimarcato in aula i legali della difesa, «procedeva a velocità lenta, comunque, al di sotto del limite consentito di 50 km/h e la parte civile era “sbucata” (come emerso dalla perizia) all’improvviso, non sull’attraversamento pedonale. Peraltro, la ragazza», hanno insistito gli avvocati Troiano e Scutti, «era in sella alla propria bicicletta, senza dispositivi luminosi, né casco protettivo o giubbotto catarifrangente , e l’impatto avvenne nel tardo pomeriggio». I difensori hanno poi ricordato che il loro assistito, era risultato negativo a tutti i test alcolemici e tossicologici. Accogliendo le richieste della difesa, il giudice Antonini al termine dell’udienza ha condannato G.G. a due mesi di reclusione con concessione della sospensione condizionale. La pena della reclusione è stata sospesa e si estinguerà definitivamente se non verrà commesso entro 5 anni un reato della stessa natura. (p.c.)