Schiava del sesso per 5 euro L’aguzzino è il fidanzato

11 Novembre 2018

Giovane di 23 anni si ribella e denuncia: costretta a prostituirmi e picchiata In un’indagine della Mobile finiscono sotto accusa il compagno e un amico

CHIETI. Era diventata la sua schiava del sesso: la costringeva a prostituirsi in strada e pretendeva che gli consegnasse i soldi guadagnati, le lasciava solo 5 euro. Se si ribellava o incassava poco, erano botte e minacce: una volta l’ha persino scaraventata giù per le scale. Un uomo di 28 anni, ufficialmente bracciante agricolo stagionale, è indagato per sfruttamento della prostituzione e lesioni personali. Nei guai è finito anche un suo amico che lo accompagnava spesso in macchina, facendogli da autista: lui deve rispondere solo del primo reato.
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile e il coraggio della vittima, una ragazza di appena 23 anni originaria della Romania ma da tempo in Italia, hanno portato alla luce una storia fatta di violenza, degrado e paura che si è consumata alle porte di Chieti. Ora la giovane, che è stata costretta anche ad andare in ospedale dopo i pestaggi del suo aguzzino, ha trovato rifugio in un centro antiviolenza. Lontano da lui, potrà provare a rifarsi una vita, anche se sarà quasi impossibile dimenticare quell’incubo andato avanti per quasi due anni.
L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Marika Ponziani è arrivata a una svolta con la richiesta di incidente probatorio. Si tratta di uno strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante il dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio.
Le indagini scattano in estate. La ragazza va in pronto soccorso dopo l’ennesimo pestaggio: ormai sfinita, racconta tutto e viene seguita passo dopo passo dagli investigatori della sezione specializzata. Racconta di quando, qualche mese prima, conosce un ragazzo albanese più grande di lei. Dopo un po’, si fidanzano e vanno a vivere insieme, a casa di lui, in un piccolo paese vicino Chieti di cui non indichiamo il nome per tutelare la vittima. Ma il 28enne si trasforma nel suo carnefice: le sequestra i documenti, in modo tale da non permetterle di scappare, e la costringe a prostituirsi ogni giorno a Francavilla, sulla Nazionale adriatica. È lo stesso albanese ad accompagnarla in strada con l’auto di un amico venezuelano che abita nel suo stesso paese e viene ricompensato con poche decine di euro: alcune volte lui gli fa da autista, mentre in altri casi si fa prestare la macchina. Il 28enne resta sempre nella zona in cui la giovane si prostituisce e la controlla a distanza. Lei ha l’obbligo di consegnargli tutto l’incasso: può tenere per sé solo qualcosa per comprare le sigarette. L’episodio più grave avviene nel giorno in cui la ragazza telefona all’albanese e gli chiede di andare a riprenderla prima: «Oggi non ce la faccio, non mi sento bene». Quando tornano a casa e si accorge che la giovane ha guadagnato solo 40 euro o poco più, lui la picchia e la butta giù per le scale, ferendola in modo serio. Gli indagati sono difesi dall’avvocato Simona Staffieri. A breve il giudice dovrebbe fissare la data dell’incidente probatorio.