Schiavi, arrivano altri 50 profughi
L’annuncio nel manifesto della coop che gestisce il punto di accoglienza
SCHIAVI DI ABRUZZO. È passata solo una settimana dalla visita medica ai 20 profughi pakistani arrivati a Schiavi di Abruzzo e la cooperativa Matrix che gestisce il programma di accoglienza, annuncia l’arrivo di altri profughi. Lo fa chiedendo la collaborazione dei cittadini e invitandoli a indicare eventuali criticità.
Un fulmine al ciel sereno per la popolazione dopo che il sindaco Luciano Piluso aveva garantito che prima del 26 marzo non sarebbe arrivato in paese nessun altro profugo. «Evidentemente le cose non stanno così», hanno protestato i cittadini sentendosi presi in giro. «Ho letto anch’io questa mattina il manifesto. Ho appreso la cosa insieme ai cittadini. Per quanto mi riguarda confermo l’impegno preso. Il 26 marzo faremo un’assemblea per valutare la situazione», ripete Piluso.
La cooperativa Matrix parla invece di altro. Nel manifesto si fa riferimento a richieste specifiche della prefettura e contestualmente al bisogno di portare a regime il programma di accoglienza. È evidente che con soli 20 profughi la cooperativa non riesce a coprire i costi. «Questo lo sapeva anche prima di illudere i cittadini. Non sono i profughi che danno fastidio ma le false promesse e la mancanza di rispetto degli accordi», annota Paolo Palomba, ex consigliere regionale. «Non si può annunciare alla popolazione una cosa e poi fare l’esatto contrario».
Certo è che la vicenda non è affatto semplice da gestire. Dei profughi si occupa una cooperativa privata, la struttura d’accoglienza di Monte Pizzuto è privata e la richiesta di ospitalità arriva dalla prefettura. Di positivo c’è che la prefettura ha confermato che gli ospiti hanno tutti la fedina penale pulita e sono bravi giovani.
Il paese tuttavia è sconcertato. «Abbiamo visto i 20 profughi. Sono persone meno fortunate di noi che cercano un vita migliore. E questo credo che sia umano, ma non è giusto che ci venga nascosta la verità», insistono i cittadini.
Un nutrito gruppo di residenti è diventato a questo punto diffidente e inizia a nutrire dubbi e perplessità anche sull’effetto che la presenza degli stranieri potrebbe avere sulla piccola comunità. Presto ai venti pakistani potrebbero unirsi altri trenta rifugiati politici.
Cinquanta stranieri inseriti in un comune che conta poche centinaia di residenti è sicuramente un fatto singolare. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

