Sciopero alla Sevel contro i turni extra

3 Novembre 2016

Atessa, protesta di Usb e Fiom per il fermo produttivo di giugno che l’azienda vuole recuperare

ATESSA. Sciopero in Sevel per i turni di straordinario di sabato e domenica e del 12 novembre. A proclamarlo sono l’Usb (Unione sindacale di base) e la Fiom Cgil, che contestano le modalità di recupero della giornata di fermata produttiva lo scorso 16 giugno, quando i dipendenti furono avvisati che non si sarebbe lavorato soltanto una volta arrivati davanti ai cancelli della Sevel, molti dopo un viaggio di alcune ore. Il fermo era dovuto alla rottura di un macchinario di una delle aziende fornitrici di Sevel, la Fca Plastic (ex Ergom). «Siamo a novembre e ci si avvicina alla chiusura dell’ennesimo anno di produzione record», sostiene l’Usb, «e continua il ricorso allo straordinario, ai trasfertisti e a qualche decina di lavoratori interinali costretti a super turni di lavoro con circa 35-40 ore di straordinario mensile a testa. Il resto dei lavoratori si appresta a svolgere il tredicesimo turno di sabato straordinario, ma alla Sevel non basta e fa ricorso all’ennesima norma contrattuale che, in questo caso, prevede il recupero produttivo delle fermate a regime ordinario. È moralmente possibile chiedere ai lavoratori, dopo 12 turni di lavoro straordinario e ferie ridotte imposte dall’azienda, di recuperare una giornata di fermata, tra l’altro a regime ordinario?». L’Usb chiede di recuperare il fermo facendo ricorso ai par (permessi) collettivi «poichè è sempre contrattualmente previsto e l’azienda può usufruirne fino a sette volte». Anche la Fiom contesta le modalità di recupero. «A giugno», specificano le rsa Fiom, «ci recammo in Sevel nonostante l’azienda sapesse che non ci sarebbe stata attività lavorativa: ci lasciarono fuori ai cancelli, nei pullman, ad attendere la comunicazione aziendale e poi essere rispediti a casa. Oggi, dopo 12 giornate di lavoro straordinario che ci ha debilitato mentalmente e fisicamente, ci obbligano a prestare lavoro per un fermo che noi abbiamo già subito, il tutto condito dall’assenza di un confronto». Di qui l’invito a scioperare per i turni A e centrale del 5 novembre, notturno del 6 e del turno B di domenica 12 novembre. «La Fiom è contraria a forme di gestione dei fermi produttivi di questa natura», concludono le rsa, «chi lavora in Sevel ha già dato tanto in termini di sacrifici, retribuzioni bassissime, carichi di lavoro sempre più pesanti e straordinari. Vogliamo salvaguardare la nostra dignità». (d.d.l.)

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