Sciopero dei lavoratori Denso: «Premi economici solo ad alcuni»

6 Luglio 2023

I sindacati lamentano problemi organizzativi, come la mancanza di un piano ferie nello stabilimento Per le Rsu i soldi devono essere distribuiti tra tutti i dipendenti che si trovano in cassa integrazione

SAN SALVO. Musi lunghi e proteste alla Denso di Piana Sant’Angelo. A provocare il malcontento dei lavoratori la decisione dell’azienda di erogare premi economici ad alcuni lavoratori, mentre 150 dipendenti sono in cassa integrazione. La Rsu lamenta anche la mancanza di un piano ferie e per questa ragione ha annunciato due ore di sciopero per oggi nelle ultime ore di ogni turno lavorativo.
«La Rsu», spiegano i sindacati, «ritiene che sarebbe stato opportuno, prima di erogare i premi, riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici le professionalità acquisite. Nella situazione in cui ci troviamo, con colleghi che lavorano solo 5 giorni al mese, e con una media di 150 lavoratori in cassa integrazione ogni giorno questo non era proprio il momento opportuno per erogare dei premi, soprattutto se dati a lavoratori che già percepiscono buoni stipendi e non fanno cassa integrazione».
La Rsu ritiene che tutti i dipendenti con i loro sacrifici abbiano contribuito al raggiungimento dei risultati avuti nell’anno fiscale 2022 e che, se non è possibile premiarli tutti, allora i soldi disponibili devono essere usati per migliorare l’ambiente di lavoro. «Riteniamo», proseguono i rappresentanti sindacali, «che vadano premiati i lavoratori in cassa integrazione con l’aumento dei giorni di lavoro, in modo da alleggerire le difficoltà economiche. Va poi migliorato il rinfrescamento e riscaldamento degli spogliatoi e dell’officina, vanno sistemate le aree pause, dati gli indumenti di lavoro rispettando le date di consegna e migliorandone la qualità, migliorata la qualità della mensa». In merito alle ferie le Rsu annotano che ad oggi «l’azienda non sa ancora quando fare la chiusura collettiva per le ferie, si continua a chiedere ai lavoratori di migliorare la produttività, come se questa dipendesse solo dal loro lavoro e non da manutenzione preventiva/predittiva, dalla qualità dei componenti di fornitura esterna, dall’organizzazione del lavoro».
«La Rsu», concludono, «continua a riscontrare una grande confusione, poca solidarietà e comunicazione carente».
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