Sciopero ex Blutec, sindacati divisi

18 Maggio 2019

La rsu contro l’Usb: l’astensione è controproducente. Giovedì incontro coi vertici

ATESSA . Le organizzazioni sindacali presenti all’interno dello stabilimento ex Blutec (oggi Ingegneria Italia) si sono dissociate dallo sciopero di otto ore, convocato ieri sui tre turni da parte della Usb (Unione sindacale di base). Lo sciopero era stato indetto per protestare contro l’immobilità e la situazione di stallo che si respira all’interno dello stabilimento che, da quattro mesi (da quando i vertici del marchio sono stati arrestati per malversazione e tutti gli stabilimenti, compreso quello di Atessa, posti sotto sequestro) è in regime di amministrazione controllata. I lavoratori sarebbero stati lasciati allo sbando, senza alcun contatto con i responsabili aziendali. «Tutti noi siamo consapevoli che stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile per la storia di questo stabilimento», si legge in un volantino affisso all’interno della fabbrica a firma delle rsu, «e che, tra sequestri giudiziari, richieste di fallimento e ricorsi da un lato e la totale assenza di interlocutori dell’azienda dall’altro, i lavoratori sono costretti all’autogestione. Ma è solo grazie a chi, oggi, ancora ci garantisce il lavoro, che riusciamo a portare a casa uno stipendio. Per questo motivo, in questa particolare situazione, ogni azione di lotta potrebbe ritorcersi contro noi lavoratori». «Non giudichiamo le decisioni di altre organizzazioni», proseguono le rsu, «ma non siamo partecipi di scelte che potrebbero alterare equilibri già precari». Lo sciopero, a cui avrebbe aderito una percentuale molto bassa di lavoratori, è stato quindi giudicato «controproducente» e «inopportuno».
Intanto è stato programmato un incontro con i responsabili aziendali di Ingegneria Italia giovedì 23 maggio alle 9,30 all’interno dello stabilimento. A seguito dell’incontro le organizzazioni sindacali convocheranno un’assemblea con i lavoratori. (d.d.l.)