Scogliere da 400mila euro divorate dalle mareggiate

3 Aprile 2015

SAN VITO CHIETINO. Devastate e a pezzi come il trabocco che fu del Turchino. Non c’è pace per la zona del Turchino, una delle aree più belle di San Vito. Dopo il crollo del trabocco il 26 luglio...

SAN VITO CHIETINO. Devastate e a pezzi come il trabocco che fu del Turchino. Non c’è pace per la zona del Turchino, una delle aree più belle di San Vito. Dopo il crollo del trabocco il 26 luglio dello scorso anno, di cui si attende ancora l’inizio dei lavori di ricostruzione, ad essere state devastate dalle mareggiate sono le scogliere a pettine sistemate sotto i migliori auspici la scorsa estate. Ben 400mila euro di lavori per sistemare i panelli che sono miseramente naufragati. Delle belle scogliere chiare messe per bloccare l’erosione costiera restano tracce solo nel pannello centrale dei tre pannelli imbonitori posati. Non solo.

La zona della balconata del Turchino dove l’amministrazione Catenaro aveva pensato di sistemare del verde, arredi, tavolini, un chiosco informazioni e un parcheggio, è nell’incuria.

«La calata del Turchino e tutta l’area versa nel totale abbandono», denuncia Roberto Nardone consigliere di San Vito Bene Comune «trabocco crollato, area verde nell’incuria e le scogliere a pettine, realizzate l’estate scorsa per la difesa della costa, con 400 mila finanziati dalla Regione Abruzzo, attraverso i fondi Cipe, miseramente crollate sotto i colpi del maltempo di questi ultimi mesi. Ben 400mila euro spesi per un’opera che doveva difendere la costa ma che ha rivelato un’inefficacia progettuale ed esecutiva dei lavori raccapricciante. Poi che dire dei lavori del trabocco, di cui non c’è traccia? In attesa dell’affidamento per la seconda estate consecutiva lo spettacolo spettrale della “macchina pescatoria” crollata sarà il nostro biglietto da visita per turisti e cittadini. La calta al turchino? É nel totale abbandono. E ciò nonostante il Comune abbia un progetto di recupero dell’area da 50mila euro (21mila euro regionali, ndc) già finanziato e con lavori appaltati alla ditta Bianco di San Vito. Prepareremo un'interrogazione in consiglio sui lavori effettuati e da effettuare: per la balconata, i pannelli e il trabocco».

I pannelli sono stati posizionati tra aprile e giugno dello scorso anno per bloccare l’erosione costiera, evitare che le calette scomparissero, oltre che per salvaguardare la scarpata che contiene il vecchio tracciato ferroviario. Invece sono ridotte a pezzi e sotto il promontorio dannunziano addirittura le mareggiate di marzo hanno distrutto un intero tratto di scogliera con il mare arrivato pericolosamente a lambire ed erodere l’ex tracciato. Una situazione davvero difficile. (t.d.r.)

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