Scompare Antonio Valente, un uomo buono

3 Febbraio 2015

Dipendente della Questura si è spento domenica al policlinico. I funerali al Sacro Cuore

CHIETI. É morto alle 22,30, di domenica nel reparto di rianimazione del policlinico di Colle dell’Ara dove era stato trasportato di urgenza per un malore. Antonio Valente, 55 anni, dipendente della Questura, ammalatosi da qualche tempo, si è spento a causa di un aggravarsi delle sue condizioni cliniche. Tonino, come lo chiamavano gli amici, era un uomo buono, «l’uomo più bravo di Chieti», dice tra le lacrime Sergio Farinacci, storico cameriere del ristorante Bellavista, che lo ha visto giovanissimo quando serviva al bar dello zio Filippo Di Francesco.

Appassionato di sport, di tutti gli sport che seguiva con passione, soprattutto pallavolo e calcio, irriducibile interista, sapeva scherzare con i tifosi delle altre squadre con signorilità senza mai sconfinare nel becero o nell’offensivo. la sua passione per la pallavolo, invece, l’ha trasferita alla amatissima figlia Federica, di 15 anni.

«Un uomo gentile al quale ero legato da una sincera amicizia», dice Alceo Esposito, ex volleyman della Napolplast, «abbiamo perso una persona speciale».

Stimatissimo dai colleghi per il suo impegno costante nel lavoro, Antonio Valente, aveva un sorriso per tutti. Ultimamente dalla sede principale della Questura, da quando si era ammalato, era stato trasferito negli uffici della caserma Spinucci.

«Purtroppo le persone buone ed oneste ci lasciano sempre prima di tanta erba cattiva. Ciao Antonio. Un pezzo di pane», così scrive su Facebook Maurizio Formichetti.

Valente lascia la moglie Daniela Timperio, i figli Federica e Fausto, la madre, il fratello e la sorella e i nipoti.

I funerali saranno celebrati oggi, alle 15,30, nella chiesa del Sacro Cuore a Chieti.

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