Scongiurato il fallimento dell’ex Blutec

23 Giugno 2019

Atessa. Sollievo nello stabilimento di Ingegneria Italia: trovati i fondi per gli ammortizzatori sociali

ATESSA. Si tira un sospiro di sollievo nello stabilimento di Ingegneria Italia di Atessa, appartenente al marchio Blutec, multinazionale italiana della componentistica, attualmente commissariata in seguito a pesanti provvedimenti giudiziari che hanno riguardato i massimi vertici del gruppo. Regione Sicilia e governo hanno scongiurato il fallimento della Blutec trovando le coperture economiche per gli ammortizzatori sociali. L'incontro sulla vertenza al ministero dello Sviluppo economico (Mise) in cui ha relazionato il commissario straordinario Giuseppe Glorioso si è svolto venerdì pomeriggio a Roma. La decisione del governo riguardo lo stabilimento siciliano di Termini Imerese, è legata indissolubilmente anche al futuro di Ingegneria Italia che produce materiale di sub-fornitura per Sevel.
«L’intervento di oggi (ieri per chi legge, ndc)», commenta Roberto Mastrosimone, Fiom Sicilia, «ha scongiurato quello che poteva essere un problema drammatico per il gruppo, del quale lo stabilimento di Termini costituisce una parte, seppur molto consistente». Notizie positive riguardano, nello specifico, lo stabilimento atessano che, con i suoi 3 milioni di euro di debiti sui fondi pensione Cometa copre quasi del tutto il debito totale nazionale di 4 milioni di euro. «Sono state aperte delle discussioni con il fondo Cometa», riferisce Andrea De Lutis, Fiom Chieti, «per programmare il rientro del debito. Tutti gli altri interventi che si stanno mettendo in opera e per i quali iniziamo a vedere concretezza attraverso la presenza di personale dedicato, sono indirizzati nella manutenzione straordinaria degli impianti, in special modo quelli che servono Sevel. Dopo una serie di riunioni sta per partire la manutenzione del tetto dello stabilimento che vede le lavoratrici e i lavoratori nelle giornate di pioggia lavorare quasi a cielo aperto».
«Quella individuata», sottolinea Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, «appare come l’unica soluzione possible per evitare il fallimento di Blutec, che interromperebbe in modo definitivo il procedimento di reindustrializzaizone di Termini Imerese e comunque travolgerebbe tutte le sette unità produttive dislocate fra Sicilia, Abruzzo, Basilicata e Piemonte». «Si è riusciti ad evitare 700 licenziamenti», rimarca la Fim nazionale. «Ora il tempo che l’amministrazione giudiziaria ha a disposizione deve essere utilizzato per la presentazione di un nuovo piano industriale credibile, che metta in sicurezza tutti i 1200 lavoratori degli stabilimenti italiani di Blutec. L’amministratore giudiziario sta lavorando positivamente e ci auguriamo che il processo complesso di risanamento finanziario e soprattutto gli investimenti attuati per migliorare la sicurezza e l’efficienza degli stabilimenti del gruppo continuino».
Daria De Laurentiis
©RIPRODUZIONE RISERVATA.