Scontro sul bando per il Parco Aqualand

Vasto. L’opposizione: da noi una proposta diversa. L’assessore Marcello: il sindaco riferirà in aula
VASTO. «Il bando per Aqualand non può essere l’ennesima operazione svantaggiosa per il Comune, come è già successo con l’alienazione della quota pubblica di Pulchra». L’opposizione consiliare torna alla carica sul Parco acquatico dell’Incoronata, oggetto di una perizia di stima che ha fissato a 110mila euro il canone annuo e a 1.395.781 euro l’indennizzo da riconoscere alla società uscente da parte del nuovo gestore. Lo fa con una proposta di delibera inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma il 15 marzo alle 8.30, in modalità telematica, e con una lettera aperta che tra i vari destinatari conta anche la Procura della Corte dei conti della Regione Abruzzo. «Sulle problematiche sollevate risponderà il sindaco Francesco Menna in consiglio comunale», fa sapere l’assessore al patrimonio, Gino Marcello.
La discussione è particolarmente attesa. «A tre mesi dalla scadenza della convenzione per la gestione del Parco acquatico e nonostante i nostri solleciti l’amministrazione comunale sembra apprestarsi a predisporre un bando, ancora una volta last minute, rimarcano Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Edmondo Laudazi, Guido Giangiacomo, Alessandro D’Elisa, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, «basandosi esclusivamente su una perizia redatta dal dottor Alberto Dello Strologo, sui documenti contabili del concessionario, senza tener conto e valutare alcuni potenziali inadempimenti, come la mancata apertura del Parco nella stagione turistica appena trascorsa e la mancata realizzazione del campo sportivo in località incoronata. Inoltre, l’elaborato peritale, prevede un indennizzo di 1.395.781 euro in favore del concessionario, ricavato dalle scritture contabili».
I sette consiglieri del centrodestra invitano il sindaco Menna a verificare «meglio la questione al fine di evitare l’ennesima operazione svantaggiosa per le casse comunali». Prospero, Suriani, Laudazi, Giangiacomo, D’Elisa, Cappa e D’Alessandro sollecitano il primo cittadino a concentrarsi, con l’ausilio dell’avvocatura comunale, sulla convenzione e sulla perizia «al fine di rideterminare i giusti valori del canone, del complesso immobiliare, dell’eventuale indennizzo da corrispondere al concessionario, ovvero dell’eventuale risarcimento da richiedere al gestore, per i potenziali inadempimenti alla convenzione», dichiarandosi pronta a collaborare. La dimostrazione è la proposta di delibera, che i consiglieri sottopongono all’attenzione dell’assemblea civica, e con la quale suggeriscono «di integrare la perizia di stima, fornendo al professionista i documenti richiesti, nonché un parere legale che tenga conto degli inadempimenti delle parti alla convenzione». L’obiettivo, rimarcano gli esponenti della minoranza, «è tutelare gli interessi del Comune».
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