Scontro sull’ospedale unico Verì oggi attesa al Renzetti

Lanciano. L’assessore regionale chiarirà il futuro del presidio e la questione tac Verna e Pagano: «Basta tagli nel Frentano e no all’accorpamento con Vasto»
LANCIANO. Sarà l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì questa mattina all’ospedale Renzetti, a chiarire la questione del presidio unico di costa Lanciano-Vasto, il futuro dell’ospedale frentano e la diatriba tac che da Lanciano è passata a Vasto.
Verì giovedì scorso, sentita in commissione vigilanza proprio per il caso tac, aveva già preso l’impegno di recarsi al Renzetti per verificare i problemi logistici che hanno impedito di montare il macchinario dirottato poi a Vasto, parlare dell’arrivo dei fondi Covid per tracciare il percorso dedicato al pronto soccorso e per l’acquisto di una nuova tac. Ma ora, assieme all’assessore regionale e collega nella Lega Nicola Campitelli, dovrà anche chiarire la questione dell’ospedale unico, venuta fuori dopo la delibera del comune di Casalbordino che ha indicato la zona di Santo Stefano per accogliere il presidio unico di costa Lanciano-Vasto, come proposto dalla regione Abruzzo: ed è questa proposta che ha acceso le polemiche. Ad intervenire ora è Progetto Lanciano che vuole chiarezza e invita la Regione ad evitare l’ennesimo taglio che mortifica il territorio frentano.
«È tutta una barzelletta», attaccano Giacinto Verna e Daniele Pagano, coordinatori del movimento, «sui nuovi ospedali in questi anni non si è fatto niente e ora si continua addirittura a parlare di un ospedale unico, idea nefasta che risale ai tempi dell’accoppiata Chiodi/Zavattaro che, assieme a tutto il centrodestra, decise l’annessione della Asl Lanciano-Vasto, che era in attivo, a quella di Chieti piena di debiti; il taglio di 10 milioni di euro stanziati dall’ex manager Asl Michele Caporossi per il rimodernamento del Renzetti; il declassamento di unità complesse col taglio dei posti letto; l’allungamento delle liste d'attesa e il taglio dell’assistenza domiciliare». Progetto Lanciano ricorda poi che in città è già tutto pronto per il nuovo ospedale: scelta l’area, quella attuale, fatto il progetto da 85 milioni di euro. «Non risulta in Comune che sia stato deciso altro luogo per il Renzetti», precisano Verna e Pagano, «ed è ora che si investa sul nuovo presidio. Perché invece di pensare sempre all’accorpamento degli ospedali di Lanciano e Vasto, che servono un territorio ampio e disomogeneo, non si uniscono Chieti e Pescara, distanti poco più di 10 chilometri?». «Il Renzetti va potenziato, non distrutto», aggiungono i consiglieri di Progetto Lanciano, «e vogliamo capire qual è il suo futuro, visto che il presente lo conosciamo bene ed è fatto di tagli e liste di attesa. Vogliamo risposte sui primari tagliati, sugli investimenti cancellati, sul ruolo dell’ospedale a servizio della città e del comprensorio. Non vorremmo che ci fosse qualche altro brutto scherzo per l’ospedale, che si paleserà nei prossimi mesi. Tutto questo assume un’importanza primaria anche alla luce della pandemia di Covid-19», concludono, «che ci ha fatto capire quanto importate sia che il pubblico investa nei sistemi sanitari e nella realizzazione di nuovi ospedali».

