Scontro sulla tassa rifiuti Le minoranze: è aumentata

12 Aprile 2019

M5S: a Vasto i costi della Tari sono esorbitanti rispetto ad altre città della zona Il centrodestra: non si vedono risultati nemmeno dalla raccolta differenziata

VASTO. «È falso affermare che la Tari a Vasto è rimasta invariata, basta leggere il bilancio di previsione 2019, approvato prima dalla giunta e poi dal consiglio comunale, per rendersi conto che le cose stanno in maniera diversa». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle torna all’attacco sulle tasse e replica al Comune che sulla propria pagina Facebook ha pubblicato le bollette di un utente relative agli anni 2017-2018-2019, allo scopo di dimostrare che la tassa non è aumentata. «I cittadini e le imprese di Vasto dovranno pagare complessivamente una Tari di 7.319.000 euro contro i 7.213.000 euro del 2018 con un aumento pari all’1,47%», sostengono Dina Carinci e Marco Gallo, «gli utenti nel 2019 risultano 22.624 mentre nel 2018 erano 22.578. Con semplici divisioni si calcola che la bolletta media per utente è salita da 319 a 323 euro, con un aumento pari all’1,25%. I dati di bilancio mostrano quindi, in tutta evidenza, che è falso affermare che “la Tari a Vasto è rimasta invariata”. Se l’amministrazione di centrosinistra avesse preso atto che il costo del contratto con la Pulchra è diminuito di circa 300.000 euro e non avesse aumentato di circa 100.000 euro, senza giustificazione alcuna, le quote di costo del personale comunale, la Tari sarebbe scesa a 6.900.000 euro con una bolletta media di 305 euro ed una riduzione del 4,39% rispetto al 2018. Ma evidentemente», chiosano i due consiglieri pentastellati, «il sindaco Francesco Menna ha deciso che la Tari non deve diminuire a prescindere dai costi reali e che i cittadini devono accontentarsi dei modesti aumenti della tassa continuando magari a differenziare bene i rifiuti ad esclusivo beneficio della Pulchra. I cittadini invece si aspettano dal sindaco e dalla sua giunta una progressiva riduzione dei costi, esorbitanti rispetto ad altre città della zona, come Lanciano, San Salvo ed Atessa, e quindi una progressiva riduzione della bolletta».
I 5 Stelle invitano l’amministrazione a «correggere il piano finanziario dei rifiuti, eliminando i costi inesistenti e riducendo, di conseguenza, gli importi a carico di cittadini e imprese».
Parlano di aumenti del 2% a famiglia per l’anno 2019 anche Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Alessandro D’Elisa, Edmondo Laudazi e Guido Giangiacomo. «I cittadini di Vasto non solo non vedono i risultati della raccolta differenziata, anzi sono costretti a pagare sempre di più per la tassa dei rifiuti», affermano i cinque consiglieri del centrodestra, «la verità è che con il bilancio 2019 l’amministrazione Menna ha riconfermato le aliquote massime su Imu seconde case, Tasi e Irpef, e ha aumentato le poche imposte su cui la tassazione non era ancora al massimo, riconfermandosi amministrazione della propaganda e dello spreco».
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