Scoperta una bomba della guerra, evacuato il palazzetto dei vaccini

9 Agosto 2021

Momenti di paura intorno alle 12.30 per un ordigno trovato sotto gli alberi da un residente con il cane Sgomberato per 3 ore il PalaMasciangelo con i pazienti in attesa delle dosi. Disinnesco degli artificieri

LANCIANO. Allarme bomba in via Masciangelo: scatta l’evacuazione del centro vaccinale e di due palazzine Ater che si affacciano sull’importante strada del quartiere Santa Rita. Ma nessuna scena di panico, evacuazione gestita magistralmente dai volontari in azione al PalaMasciangelo, ossia della Croce Rossa guidata da Maurizio Crognale, dall’Avo con Patrizia Bomba, dal gruppo alpini con Filippo Marfisi, dal gruppo di San Filippo Neri con Antonella Fantini e dal Rotary con Alberto Amoroso.
LA TELEFONATA Alle 12.30 arriva una chiamata ai carabinieri: “C’è uno strano oggetto, sembra un ordigno bellico davanti all'uscita laterale del PalaMasciangelo, tra gli alberi». Una pattuglia arriva immediatamente sul posto. E non passa inosservata. I militari analizzano l’oggetto e sembra un ordigno della Seconda guerra mondiale come indicato dall'uomo della chiamata, un residente che passeggiava prima di pranzo col cane. Scattano le operazioni di messa in sicurezza dell'area e di rimozione dell'ordigno. Arrivano gli artificieri da Chieti, poi i vigili del fuoco, il 118 e la polizia municipale. Viene transennata l'area dalla scuola D'Annunzio fino al parco EcoLan. Le persone al PalaMasciangelo cominciano ad agitarsi: «Cosa sta succedendo?». Tanta apprensione inizialmente, ma nessuna scena di panico perché a gestire l'evacuazione della struttura, ordinata per motivi di sicurezza dagli artificieri, ci sono i volontari di Croce Rossa, Avo, San Filippo Neri, Ana gruppo alpini 'Maurizio Rosato” e Rotary.
L’EVACUAZIONE Gli utenti vengono spostati sul retro del palazzetto, all’ombra. I volontari sistemano le sedie, consegnano bottigliette di acqua fresca e spiegano con calma quello che sta accadendo. Sguardi sorpresi, domande di qualche utente più apprensivo ma la situazione è tranquilla e quasi tutti decidono di non rinunciare alla vaccinazione e attendere la fine delle operazioni. L’attesa di oltre due ore, con 40 gradi, avrebbe scoraggiato chiunque, invece in pochi rinviano la dose. Apprensione anche per le famiglie di due palazzine Ater che hanno l'ingresso su via Moro fatte evacuare per motivi di sicurezza dai carabinieri guidati dal maggiore Vincenzo Orlando. Arriva anche il sindaco Mario Pupillo: «È un residuato bellico, un proiettile grande quanto una bottiglietta d'acqua», spiega dopo il colloquio con le forze dell'ordine.
LA STRANA SCOPERTA «Come ci sia arrivato sotto gli alberi non si sa». C'è chi ipotizza sia stato buttato nella notte e chi invece fa notare che l'area, da quando c’è il centro vaccinale, è occupata dalle auto che avrebbero potuto rimuovere la terra facendo riemergere l'ordigno. Ad ogni modo dopo il recupero degli artificieri, il proiettile viene portato a Cerratina e fatto brillare. Attorno alle 16.30 le famiglie rientrano nelle case e le attività di vaccinazione riprendono nel palazzetto dove si effettuano soprattutto le seconde dosi, circa 700 al giorno. Palazzetto che cambia anche gli orari: resterà chiuso 14 e 15 agosto e da lunedì 16 agosto all’8 settembre sarà aperto solo ifi pomeriggio dalle 14 alle 20.
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