Scoperte nove irregolarità sulla nave della morte

11 Febbraio 2016

Conclusa l’ispezione del Circomare sul cargo russo, attesi i risultati dell’Arta Migliora il primo ufficiale ricoverato al San Pio: sarà presto dimesso

VASTO. Si è ripreso e presto potrebbe essere dimesso dall’ospedale Dimitri Ngomev, 29 anni, primo ufficiale di bordo intossicato dal gas velenoso che il 5 febbraio scorso ha ucciso Timur Iakkonov, 23 anni, a bordo della nave cisterna russa Azar River. L’ufficiale sarà ascoltato dall’autorità marittima che conduce un’indagine sulla tragedia. Il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna, il tenente di vascello Cosimo Ridolfi, martedì ha compiuto una meticolosa ispezione all’interno del mercantile sovietico soffermandosi sulle vie d’accesso alle cisterne. L’ufficiale ha individuato nove deficienze ma nessuna grave. Non appena arriveranno i risultati dell’Arta la nave potrà riprendere il largo.

Al momento non è stata ancora eseguita l’autopsia sul corpo del marittimo morto, trasferito all’obitorio del San Pio. Grande il dolore della famiglia del giovane, rintracciata in Russia e che ora chiede di conoscere la verità. Al momento la Procura ha indagato due persone. La cisterna da cui si sono sprigionate le esalazioni letali inalate da Iakkonov è ancora sotto sequestro. Migliora ma le sue condizioni sono più critiche, Vilsur Imantidinov, 44 anni, il nostromo ricoverato a Pescara. L’uomo era accanto alla vittima al momento dell’incidente e ha riportato a sua volta gravi lesioni. Gli accertamenti sulla nave sono finiti mentre proseguono le perizie degli esperti per scoprire la sostanza che ha provocato l’effluvio corrosivo e letale. Gli esperti stanno cercando di stabilire l’effetto della interazione fra le sostanze chimiche impiegate venerdì scorso dal personale addetto alla manutenzione e pulizia delle cisterne, l’acqua di mare e i residui dell’olio di colza. La miscela inalata da Iakkonov era irritante e caustica, ha avuto un effetto vescicante e corrosivo sulle superfici di contatto e potrebbe aver provocato ulcere e perforazioni sulla mucosa gastroenterica o lesioni delle vie respiratorie e dei polmoni fino all’edema polmonare. Lo accerterà l’autopsia, appena un familiare del marittimo morto sulla nave riuscirà a raggiungere Vasto. È probabile che la famiglia di Timur Iakkonov si costituisca parte civile in un eventuale giudizio.

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