Chieti

Scoperti 55 evasori totali. La Guardia di Finanza: «Noi in prima linea a difesa degli imprenditori onesti»

26 Giugno 2026

Chieti, la festa delle Fiamme Gialle.  Il comandante Massimo Otranto: «Combattere i reati fiscali e lo sperpero delle risorse pubbliche significa evitare che venga sottratta linfa vitale a sanità, scuola e sicurezza»

CHIETI. Le persone oneste sanno perfettamente che l’evasione fiscale e lo sperpero delle risorse pubbliche sottraggono linfa vitale ai principali servizi: alla sanità, alla scuola, alla sicurezza, ai trasporti, alla giustizia». Il colonnello Massimo Otranto, nel giorno del 252° anniversario della fondazione della guardia di finanza, lo dice guardando negli occhi le sue donne e i suoi uomini, schierati nella piazza intitolata alle fiamme gialle, accanto alla caserma Tacconelli, davanti al prefetto Silvana D’Agostino, ai procuratori di Chieti e Lanciano, Giampiero Di Florio e Patrizia Foiera, e alle massime autorità civili, a partire dal presidente della Provincia Francesco Menna e dal sindaco Giovanni Legnini.

«Quando mi sono arruolato, ormai oltre 30 anni fa», argomenta il comandante provinciale di Chieti, «il rapporto della guardia di finanza con il mondo esterno, con la popolazione, con l’imprenditoria, con il mondo delle professioni era completamente diverso da quello che invece è possibile registrare oggi. Trent’anni fa la guardia di finanza e i suoi militari erano, ahinoi, soprattutto temuti. Oggi, invece, la guardia di finanza è anzitutto rispettata dai cittadini e ha la loro fiducia». Questa evoluzione in positivo dei rapporti è potuta avvenire «grazie alla capacità, da parte del Corpo, di interpretare il proprio ruolo in una maniera più moderna e prioritariamente rivolta alla tutela degli imprenditori e delle persone oneste, nonché alla ricerca e alla repressione delle frodi. Ma è avvenuta anche grazie a una diversa percezione, da parte della collettività, della funzione di polizia economico-finanziaria e della sua vitale importanza, una funzione di salvaguardia della legalità e degli altri valori su cui è fondato il patto sociale che ci unisce».

Cinquantacinque evasori totali, completamente sconosciuti al fisco e responsabili, da soli, di quasi 10 milioni di euro di Iva evasa. Il primo numero del bilancio delle fiamme gialle teatine è anche quello che spiega meglio il lavoro svolto in 17 mesi. Dal 1° gennaio 2025 al 31 maggio 2026, il comando provinciale ha messo insieme 1.230 controlli e 943 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile. Il resto dei dati si muove dentro la stessa linea: seguire il denaro, ricostruire ciò che non viene dichiarato, impedire che le risorse pubbliche finiscano a chi non ne ha diritto. Sul fronte fiscale l’attività ha portato a 88 denunce, al recupero di oltre 76 milioni di euro di base imponibile per le imposte dirette e di 14 milioni di euro di Iva. Per garantire il possibile rientro delle somme contestate, sono stati eseguiti sequestri patrimoniali per 5,7 milioni.

Accanto all’evasione dichiarata o nascosta c’è l’altra faccia dell’economia sommersa, quella del lavoro. Le fiamme gialle hanno sanzionato 49 datori di lavoro per l’impiego di 171 lavoratori in nero o irregolari. È una cifra che misura insieme due effetti: il danno per chi lavora senza tutele e lo squilibrio per le imprese che pagano contributi, imposte e salari regolari.

Una parte rilevante dei controlli ha riguardato il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. In questo ambito sono stati svolti 88 interventi mirati, con verifiche preventive su 54 milioni di euro di investimenti. Si aggiungono i provvedimenti cautelari eseguiti per quasi 72 milioni e le 35 denunce all’autorità giudiziaria.

La stessa attenzione è stata rivolta alla spesa pubblica nazionale. Gli interventi sono stati 262 e hanno intercettato oltre un milione di euro indebitamente percepito attraverso misure di inclusione e supporto alla formazione. Le denunce in questo settore sono state 28. Alla magistratura contabile sono stati segnalati danni erariali superiori a due milioni di euro, riferiti a 33 persone. Con la Procura europea, invece, sono state sviluppate tre indagini che hanno portato a dieci denunce per danni agli interessi dell’Unione europea pari a 855.598 euro.

E ancora: sono stati sequestrati oltre 21,6 chili di droga, soprattutto marijuana e cocaina, e 115.000 articoli contraffatti o non sicuri. Nel settore agroalimentare sono stati tolti dal mercato 782 chili di cibo e 1,8 milioni di litri di prodotti alimentari irregolari. Il servizio 117, canale diretto con i cittadini, ha visto l’impiego di 2.064 pattuglie e la raccolta di 219 segnalazioni.

Poi c’è il fronte meno appariscente ma decisivo dei movimenti finanziari. Le attività contro la criminalità economico-finanziaria sono state 630. Gli approfondimenti hanno riguardato anche 144 segnalazioni di operazioni sospette e hanno permesso di accertare oltre 710.000 euro tra riciclaggio e autoriciclaggio.

La presenza sul territorio non si è esaurita negli uffici e negli accertamenti patrimoniali. In coordinamento con le altre forze dell’ordine, sotto la direzione della prefettura, sono state impiegate 240 pattuglie in servizi di ordine pubblico.

Il rapporto con i Comuni si è tradotto nei protocolli già rinnovati con Vasto, San Salvo e Lanciano; seguiranno Chieti e Guardiagrele. Lo scopo è controllare redditi e patrimoni di chi riceve benefici destinati alle fasce più deboli, per evitare false dichiarazioni e lasciare le risorse a chi ne ha diritto.