Scoperti i resti di costruzioni sannite

Borrello, gli esperti: una necropoli nel bosco di Montalto
BORRELLO. Il Medio Sangro, a cavallo tra Abruzzo e Molise, si conferma come area d'interessanti ritrovamenti archeologici, scoperte nel versante orientale della collina di Montalto, a poca distanza dal centro abitato di Borrello: mura di varia grandezza, con funzioni di fortificazioni, terrazzamenti, sepolture, e altre costruzioni da identificare. Una prima analisi ipotizza la datazione del materiale al periodo sannitico, nella zona abitata dai Sanniti Pentri e Carricini, anche se gli esperti della Soprintendenza archeologica di Chieti vanno con cautela, com'è naturale in casi come questi. Il sito è stato inserito dall'amministrazione comunale, su richiesta specifica della Soprintendenza, tra i territori considerati di "emergenze archeologiche". La scoperta è stata fatta dall'associazione Avat, Associazione per la valorizzazione dell'ambiente e del territorio, con sede a Borrello, che si è costituita per l'occasione. I soci del sodalizio sono: Angelo Ferrari, del Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto di metodologie chimiche, Roma; Amelio Ferrari, Istituto tecnico agrario "Emilio Sereni" Roma; Guglielmo Palmieri, Comunità montana Montagna Sangro-Vastese; Marino Di Nillo, DigitPa, Roma, ed Ezio Burri, Università dell'Aquila-Dipartimento scienze ambientali. Le ipotesi degli esperti rimandano a un antico abitato o a una necropoli principesca e, se fosse accertata la datazione sannita, si confermerebbe l'importanza dell'area compresa tra l'Alto Sangro e il Trigno, già ricca di ritrovamenti ad Alfedena, Pietrabbondante, Schiavi d'Abruzzo e Capracotta, Quadri, la gran parte di essi caratterizzati da cinte murarie del V e IV secolo avanti Cristo. Un unicum territoriale, un "ferro di cavallo" di montagne attorno ad Agnone, nel quale si è insediata la primitiva comunità sannitica. «Nessuno ha ancora scavato per capire meglio cosa è nascosto sotto la terra di Borrello, si suppone che le strutture appartengano al mondo sannita», afferma Amelio Ferrari, presidente dell'Avat. Dell'argomento è stato interessato anche il professor Adriano La Regina, presidente dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte di Roma e autorità in tema di archeologia sannita fra Abruzzo e Molise, che dopo aver visionato foto e disegni, ha detto: «Di qualsiasi cosa si tratti ho l'impressione che siamo di fronte a un ritrovamento importante». Il presidente dell'Istituto nazionale di archeologia ha assicurato una visita al sito per avvalorare o smentire le ipotesi iniziali. Chi si è recata già a Montalto è stata Amalia Faustoferri, ispettore della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo. «Ha definito i ritrovamenti archeologici interessanti e ha promesso un approfondimento», afferma Ferrari che aggiunge particolari sul come siano stati scoperti: «Alcuni mesi fa mi trovavo con alcuni conoscenti nel bosco di Montalto per lavoro quando siamo stati attratti da questi edifici. Nei giorni seguenti abbiamo fotografato e realizzato disegni, quindi abbiamo interessato la Soprintendenza. Potrebbe trattarsi», conclude Ferrari, «di un ritrovamento significativo dal punto di vista storico-archeologico e per quanto riguarda i progetti futuri di valorizzazione dell'intera area».
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