Scoperto il gioco dell’oca del ’700

12 Dicembre 2019

Ritrovata una stampa all’Archivio di Stato: era in un atto notarile

CHIETI. Una stampa del gioco dell’oca risalente al 1748 è stata scoperta all’Archivio di Stato di Chieti. Il «piacevole gioco dell’oca» – come scritto in un angolo del foglio – è spuntato, come foglio di riciclo, all’interno della copertina di un protocollo notarile dell’epoca. «Si tratta di un modello che si rifà al primo gioco dell’oca rinvenuto in Italia e appartenente ai Medici», racconta l’archivista Maria Romana Caforio, «anche se le origini del gioco parrebbero cinesi, in Italia le prime notizie che ci parlano del gioco risalgono al ’500 e alla Corte dei Medici». Il gioco ripropone tutte le regole di derivazione fiorentina: nelle caselle multiplo del 9 c’è un’oca; ci sono, poi, caselle che determinano passi in avanti o indietro come il labirinto, lo scheletro e l’osteria. Al centro figura l’immagine di tre giocatori con abiti medioevali e tre copricapo diversi.
«Quello che sappiamo per certo», illustra Antonello De Berardinis, direttore dell’Archivio di Stato di Chieti, «è che la stampa è databile agli anni antecedenti al 1748 poiché è stata utilizzata per la rilegatura all’interno della coperta negli anni successivi all’attività del Notaio Felice Antonio Tofani che ha esercitato a Bolognano, all’epoca provincia di Chieti, fino al 1748».
Ma non è l’unico gioco dell’oca ritrovato all’Archivio di Stato di Chieti: nei fondi della prefettura è stato rinvenuto un altro gioco dell’oca realizzato durante la Seconda guerra mondiale per insegnare ai bambini le tecniche da attuare in caso di bombardamento. «Chieti si conferma una città ricca di storia e di ritrovamenti interessanti», prosegue De Berardinis, «il nostro compito continuerà ad essere quello di restituire alla città sempre pezzi di storia per arricchire il patrimonio culturale della città».