Scoppia la festa neroverde: «Targa al cuore del Chieti»

Inaugurato alla Civitella il monumento dedicato a giocatori, dirigenti e tifosi Attesa per il prossimo incontro al Teatro Marrucino con il campione Chiesa
CHIETI. «A tutti i cuori neroverdi che hanno palpitato in questo storico tempio della Civitella per cinquant’anni casa del Chieti». C’è scritto così sulla targa inaugurata ieri su quello che resta del muro di cinta dello storico campo della Civitella, quello degli esordi del Chieti cento anni fa. Ieri è stata scoperta la targa dedicata a giocatori, dirigenti e tifosi: un gesto che ha aperto un anno di festeggiamento per celebrare un secolo di storia neroverde. A tirare via la bandiera con la scritta “A Nativitate Semper Niger-Virdis” e a scoprire la targa sono stati l’avvocato Stefano Marchionno, presidente del Comitato per il centenario, il sindaco Diego Ferrara, il presidente della Chieti Calcio F.C.1922 Antonio Mergiotti e l’imprenditore Antonio Caccavale. «Tutto è cominciato al campo sportivo della Civitella e la nostra prima attività non poteva che partire da questo luogo ricco di storia e di ricordi», così ha detto Marchionno in apertura della cerimonia in via Pianell. Non è stato semplice collocare la targa sul muro: «Ci sono volute tre autorizzazioni», ha detto Marchionno.
Oggi sarebbe stato il giorno della prima partita del centenario ma il campionato di serie D è fermo per l’emergenza Covid: per la sfida tra il Chieti e la Recanatese era già pronta una coreografia speciale con gli striscioni storici di Irriducibili, Achaean Generation, Filippone Neroverde, Amiterno’s Brothers, 330 SLM, Muretto Laterale e Levante Neroverde (tutti gruppi che hanno fatto la storia di Chieti e del Chieti) esposti insieme a quello degli Ottantanove Mai Domi. La festa sugli spalti è soltanto rimandata.
«Sono 100 anni importanti», ha detto Ferrara durante la cerimonia, «perché in questo lasso di tempo Chieti ha vissuto momenti fondamentali della sua storia di città: la guerra, la crisi economica, la rinascita, tante stagioni accompagnate sempre dalla grande propensione all’accoglienza, che trova proprio nei nostri colori neroverdi il suo fondamento. In quei colori», ha raccontato il sindaco, «c’è un atto di gratitudine da parte della città di Venezia poiché proprio a Chieti erano stati accolti 4.800 veneziani sfollati dopo la disfatta di Caporetto. Per ricambiare l’ospitalità la delegazione lasciò una cassa contenente le divise neroverdi del “Venezia Foot Ball Club”, fondato nel 1907».
Il prossimo appuntamento dei festeggiamenti per l’anniversario speciale è in programma il 22 gennaio alle 18 quando al Teatro Marrucino arriverà Enrico Chiesa per raccontare il suo passato neroverde, un trampolino di lancio prima di approdare al Parma e poi in Nazionale.
Ma l’amore per il Chieti non è soltanto passione sportiva: è un orgoglio che travalica il calcio e unisce la città. Ieri è stata celebrata anche una messa nella cattedrale di San Giustino: hanno partecipato anche i calciatori della prima squadra e della juniores, con i rispettivi quadri dirigenziali e tecnici, le giovanissime promesse della Ssd Città di Chieti. (cr. ch.)

