Scoppia la polemica sul futuro dell’ospedale

Ferrara e Paolucci: «Il Santissima Annunziata declassato». Febbo replica: «Non dicono la verità»
CHIETI . Scontro politico sul futuro dell’ospedale Santissima Annunziata, con il sindaco Diego Ferrara e il capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci, che parlano di «declassamento» e di «declino annunciato», e il consigliere regionale Forza Italia Mauro Febbo che ribatte parlando di «fake news» che non corrispondono a verità. «Il declassamento a Dea di primo livello», dice Ferrara, «è l’ennesimo colpo a un ospedale che aveva fondi, progetti e un futuro che si poteva costruire in modo diverso da quello che si prospetta oggi, a fronte della scelta della Regione di declassare il presidio teatino, senza una sponda normativa a supporto. Una scelta che non comprendiamo, perché nasce prima del varo dell’atteso documento programmatorio sulla rete ospedaliera e che, proprio perché non supportata da vicissitudini legislative, paventavamo da mesi, da quando abbiamo visto scemare tutte le possibilità di rilancio per la struttura».
Ferrara, che è anche presidente del Comitato ristretto dei sindaci Asl, sostiene come la sanità cittadina sia stata già impoverita dalla chiusura del distretto sanitario di Chieti scalo e dal mancato decollo delle Uccp, l’unità di cure primarie che avrebbe dovuto aprire al vecchio ospedale. Il sindaco ricorda anche il «trasferimento di servizi di eccellenza, la perdita dei finanziamenti per il nuovo ospedale e il disavanzo certificato dalla Asl con il piano di rientro, che renderà impossibile anche il progetto alternativo di ristrutturazione annunciato dalla Regione per l’ospedale».
Febbo parla invece di «ennesimo abbaglio». Viene cioè «erroneamente indicato il presidio di Pescara quale Dea di secondo livello. Errore confermato anche dallo stesso ministero della Salute che si è impegnato a correggerlo. Questo è stato già discusso e comunicato in diverse riunioni della quinta commissione sanità, sia dall'assessore Nicoletta Verì, che è già intervenuta sull’argomento, sia dal direttore del dipartimento sanità Claudio D’Amario, che dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, dove si sta discutendo proprio della proposta di rete ospedaliera regionale. Non abbiamo optato per due Dea di secondo livello (Chieti- Pescara e L'Aquila-Teramo) ma per quattro Dea di primo livello nei capoluoghi di provincia, che potranno contare su alcune specificità ben individuate come quelli di livello superiore. È inutile che Paolucci continui a diffondere false notizie», conclude Febbo, «perché quando sarà portato a compimento il processo di rinnovamento varato dal centrodestra, il numero delle unità operative complesse passerà complessivamente da 191 a 221 mentre quelle della Asl Lanciano-Vasto-Chieti crescerà da 55 a ben 69. Questo vuol dire conseguentemente più servizi e reparti su tutto il territorio provinciale». (a.i.)
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