Scoppia la rivolta dei negozianti: no ad altri parcheggi a pagamento

4 Ottobre 2024

Avviata una petizione da consegnare a sindaco e prefetto: «Così le nostre attività sono penalizzate Chiediamo al Comune di annullare un provvedimento che si ripercuote anche su tutti i residenti»

CHIETI. Dopo la protesta dei residenti, scoppia anche quella dei commercianti. E parte la petizione da inviare al sindaco e al prefetto contro le nuove strisce blu disegnate sette giorni fa a piazza Carafa. «Noi commercianti della zona di piazza Carafa abbiamo appreso della clamorosa decisione dell’amministrazione comunale di rendere a pagamento con strisce blu 38 parcheggi della piazza», è l'incipit della petizione, «questa decisione è da ritenere negativa in un’area della città dove già c’è penuria di parcheggi per l’alto numero di utenti che usufruiscono dei servizi allo Scalo». Ma, al di là della protesta contro i nuovi parcheggi a pagamento, lo Scalo torna a chiedere ancora una volta più attenzione e maggiori opere di manutenzione.
LA PROTESTA
Contro i nuovi posti auto a pagamento annunciati una settimana fa dall’amministrazione comunale è stato affisso subito uno striscione con su scritto “Meno strisce blu, più strisce bianche”. L’autore del manifesto è uno dei commercianti dell’area, Raffaele Di Pietro, titolare della pizzeria Silvan. Il suo gesto ha dato il via alla protesta. Janette D’Amico, titolare della sartoria Sarto Mania, ha deciso così di iniziare una petizione. «Abbiamo appena cominciato», spiega, «quando avremo finito la raccolta firme la invieremo al sindaco e al prefetto. Diciamo no a una decisione tesa solo a fare cassa e non certo a riportare decoro nella zona, che pure di decoro avrebbe tanto bisogno. Chiediamo al Comune di annullare il provvedimento prima che i suoi effetti negativi ricadano su commercianti e cittadini e aggravino i problemi di parcheggio e l’ulteriore riduzione degli incassi delle attività commerciali».
NO ALLE STRISCE BLU
«Qui in via Marino da Caramanico si faceva già fatica a parcheggiare prima, figuriamoci ora con le strisce blu», lamenta Matteo Onorato, figlio del titolare del supermercato Tigre. «Considerato che nella zona ci sono anche due scuole, con questo provvedimento si rischia un notevole peggioramento della viabilità. Nelle ore più critiche si toccheranno punte di disagio allucinante», aggiunge la parrucchiera Rita Fioriti. «L’utenza della nostra ferramenta ne risentirà», spiega Giustino Cornacchia, titolare della ferramenta Di Palma, «pensate che qualcuno si ferma da noi anche per acquisti di pochi centesimi, come i bulloncini da 10 centesimi che ai clienti affezionati noi in genere regaliamo. Ma non ci sarà più nessuno ora disposto a pagare un euro di ticket per un acquisto da pochi centesimi».
GLI ALTRI PROBLEMI
«È comunque da vedere se il numero delle strisce blu sia commisurato al numero di quelle bianche, come vuole la norma», sottolinea Marina De Marco, presidente Confesercenti Chieti, che pone anche un tema più generale: «Lo Scalo è la porta della città, qui ci sono sia la stazione ferroviaria che il capolinea dei bus. E per questo merita maggiori cure e attenzione. Mi chiedo anche cosa ne sia dei tanti progetti per Chieti Scalo annunciati dall’amministrazione comunale con i fondi del Pnrr, di cui al momento non si vede nulla». A puntare il dito contro il sindaco Diego Ferrara e l’assessore a lavori pubblici e mobilità Stefano Rispoli è anche il comitato ChietiscaloNoi di Camillo Carapelle che annuncia a breve un volantinaggio proprio contro Ferrara e Rispoli. «Il sindaco deve capire che la città non è solo corso Marrucino», attacca Carapelle, «lo Scalo è all’abbandono: strade dissestate, marciapiedi malmessi, cartellonistica e segnaletica orizzontale carenti, vigili urbani assenti, delegazione comunale vuota e soprattutto lo scandalo del distretto sanitario mai riaperto».
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