Scritte contro il sindaco, scatta l’indagine

7 Agosto 2021

Rapino. I messaggi su tre strade dopo che Micucci è finito sotto processo per corruzione elettorale

RAPINO. I carabinieri indagano su tre scritte contro il sindaco di Rapino, Rocco Micucci, comparse la scorsa notte in paese. I messaggi sono stati tracciati da ignoti, che hanno utilizzato vernice spray bianca, sugli asfalti della strada provinciale 214, di via Isonzo e di via del Convento.
Le scritte offensive si riferiscono alla recente inchiesta che vede il primo cittadino e l’assessore Marina Salvatore imputati con l’accusa di corruzione elettorale: secondo le indagini della procura di Chieti, pochi giorni prima delle consultazioni comunali del 2019, i due politici hanno promesso lavoro in cambio di voti. A presentare la denuncia è stata una casalinga di 55 anni.
Micucci deve rispondere anche della violazione della legge che tutela la segretezza del voto, perché il giorno delle elezioni – sempre in base all’accusa – ha introdotto nella cabina uno smartphone e ha fotografato la scheda dopo aver espresso la sua preferenza, inviando l’immagine a uno dei candidati poi eletto consigliere comunale.
È stato lo stesso Micucci, ieri mattina, a pubblicare sulla propria pagina Facebook le foto degli insulti. «Chi pensa di ribaltare il voto liberamente espresso dai cittadini, pensando di non dare il diritto neanche di dimostrare la realtà dei fatti? Queste scritte di mani senza coraggio hanno nome e cognome, che i cittadini di Rapino conoscono bene», ha sottolineato il primo cittadino sui social. «E spero che vengano presto individuati dalle forze dell’ordine».
A stretto giro, sull’argomento sono intervenuti anche i consiglieri comunali di minoranza della lista L’Alternativa: «Consigliamo di non alludere più a nostre responsabilità sulla vicenda, altrimenti una querela non la risparmieremo a nessuno. Quando abbiamo avuto qualcosa da dire, lo abbiamo sempre fatto mettendoci la faccia, facendo nomi e cognomi, firmandoci e non nascondendoci dietro graffiti e scritte notturne che non ci appartengono». Nelle scorse ore i consiglieri di minoranza, insieme al segretario provinciale del Partito democratico Gianni Cordisco, hanno chiesto le dimissioni di Micucci e di Salvatore.
Sindaco e assessore hanno sempre respinto le accuse, dicendosi certi di riuscire a dimostrare la loro innocenza nel processo che si aprirà il prossimo 3 dicembre davanti al giudice monocratico del tribunale di Chieti. (g.let.)
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