Scritte razziste sui muri: è caccia all’autore

Schiavi d’Abruzzo. Le telecamere lo hanno ripreso, il sindaco Piluso è sicuro: «Non è del paese»
SCHIAVI D’ABRUZZO. Caccia nel piccolo Comune montano del Vastese all'autore delle scritte razziste comparse su due muri del paese. Scritte fatte con una bomboletta spray di colore nero in stampatello con evidenti errori grammaticali. L'autore ha scelto l'ingresso del paese e un'altra strada molto trafficata. “Fuori i stranieri”, recita la prima scritta. “Stop ai migranti”, è la seconda accompagnata da strani disegni.
L'autore ha agito di notte. Forse pensava che il buio avrebbe protetto la sua figura. «In realtà», dice il sindaco di Schiavi, Luciano Piluso, «le telecamere della videosorveglianza hanno ripreso la scena e non è escluso che i carabinieri già dalle prossime ore riescano a identificare l'autore delle scritte». Piluso è convinto che non si tratti di una persona che vive a Schiavi. «Sono certo che non è del paese. Qui a Schiavi, quando i cittadini hanno avuto rassicurazioni sui controlli anti-Covid si sono tranquillizzati».
Nelle ultime ore non sono stati registrati altri casi di coronavirus. La palazzina di Colle Pizzuto che ospita diciotto immigrati arrivati da Lampedusa dopo una sosta a Gissi, è guardata a vista 24 ore su 24 a turno da carabinieri, polizia e guardia di finanza.
Nessuno dei migranti ha cercato di evadere ma le forze dell'ordine, come deciso dal prefetto di Chieti, vigilano con attenzione. I migranti resteranno a Schiavi tutto il tempo della quarantena, poi saranno prese decisioni in proposito. Intanto il sindaco Piluso invita l'autore delle scritte razziste a costituirsi, chiedendo scusa. «È evidente che qualora fosse identificato, dovrà risarcire il danno fatto al paese e ripulire i muri», afferma Luciano Piluso condannando con decisione il gesto. (p.c.)

