Scuola a mille lire per salvare i ragazzi

C’è un episodio che racconta il pensiero e l’azione di quello straordinario uomo di Dio che era Ugo De Simeonibus (foto). Finita la fase dell’emergenza del Dopoguerra, don Ugo aprì sempre più il...
C’è un episodio che racconta il pensiero e l’azione di quello straordinario uomo di Dio che era Ugo De Simeonibus (foto). Finita la fase dell’emergenza del Dopoguerra, don Ugo aprì sempre più il Villaggio del fanciullo al mondo esterno: ospitò anche una scuola media, offerta allo Stato al prezzo simbolico di mille lire mensili. In quella scuola accolse anche ragazzi sardi, provenienti soprattutto dalla Barbagia, per strapparli a situazioni che avrebbero potuto condizionare la loro vita. C’erano figli di personaggi inseguiti dalla giustizia, tra essi anche un nipote di Mesina, personaggio di primo piano del banditismo sardo. La scuola era frequentata anche da ragazzi del luogo, ma don Ugo chiuse le sue porte quando constatò che, nei piani di studio, non si facevano gli interessi di conoscenza e di educazione dei ragazzi: «Hanno inserito nei piani di studio, per ragazzi che non sanno nulla di italiano e matematica, corsi assurdi come quello di giornalismo o di danza, per trovare spazio a qualche docente», denunciò. A far precipitare la situazione e a farlo decidere a chiedere indietro quei locali determinando la fine della succursale di quella scuola media, fu la vicenda di uno dei ragazzi della Barbagia che fu sospeso perché, chinandosi, avrebbe cercato di dare una sbirciata alle gambe di un’insegnante. Don Ugo contestò quella decisione ricordando i valori di una scuola impegnata soprattutto nell’educazione dei ragazzi scappati da miseria e famiglie difficili. Da quella svolta venne fuori poi l’idea di trasformare la struttura in un punto di incontro per le famiglie. Ma fu una sfida che don Ugo non riuscì a portare avanti personalmente. Altri avrebbero potuto e dovuto raccogliere quella sfida per evitare il finale di degrado che si sta vivendo in una delle zone più belle della collina teatina. (gi.di.ti.)

