Scuola finita per 10mila teatini «Addio all’anno più difficile»

11 Giugno 2021

Magliette firmate da insegnanti e amici, selfie e clacson strombazzanti nelle strade del centro Feste in licei e istituti cittadini. I ragazzi: «Didattica a distanza penalizzante, ma il peggio è passato»

CHIETI. Magliette firmate da insegnanti e amici, auto che sfilano con i clacson strombazzanti, appuntamenti per andare al mare appena lasciati i libri a casa. L’ultimo giorno di scuola per i 10mila studenti teatini è stato come una grande festa. Soprattutto dopo i tanti mesi che i 5mila studenti degli istituti superiori hanno passato a lezione tramite computer. E così anche gli insegnanti hanno deciso di soprassedere rispetto allo studio canonico e hanno pensato che la riconquista di spazi di socializzazione fosse altrettanto importante.
Al liceo classico Gian Battista Vico la preside Paola Di Renzo e il vicepreside Amedeo Matteucci hanno fatto in modo che, almeno l’ultimo giorno di scuola, le quattro quinte potessero riunirsi nella sede centrale, come avveniva prima che l’emergenza Covid costringesse la scuola a reperire altre aule alla De Lollis e alla Sant’Andrea. I ragazzi si sono riuniti nel cortile della scuola e hanno festeggiato tra musica e risate. Sulle magliette personalizzate con firme e battute spiritose hanno esorcizzato la paura degli esami con frasi del tipo “né Cicerone né Pirandelllo, all’esame solo Tavernello”. Lo studente Antonio Scipione spiega che «quella delle magliette è una tradizione, quest’anno abbiamo pensato anche di ritrarre sulle magliette la Scuola di Atene con le facce di noi studenti e dei professori». Al liceo classico, inoltre, per tutta la settimana i ragazzi delle quinte hanno adottato un dress code ogni giorno dedicato a un tema diverso.
Anche al liceo scientifico Masci, diretto da Sara Solipaca, le classi sono state dislocate in più punti della città, questa volta non a causa della pandemia ma a causa dei lavori che stanno interessando la sede storica di via Vernia. A pochi metri dalla sede principale, c’è la succursale ospitata dal Seminario regionale. Dalle aule a pian terreno escono i ragazzi del quinto B. «È stato un anno difficile», dice Andrea Mattioli, «passato all’insegna dell’incertezza generale. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ora c’è l’esame, fortunatamente siamo rientrati tutti». Finita la lezione, i ragazzi del quinto B hanno preso accordi per continuare i festeggiamenti in riva al mare, per qualcuno un rito benaugurante in vista degli esami di maturità.
Stesse magliette bianche con firme e dediche anche al liceo Gonzaga, diretto da Daniela Mezzacappa. Nella classe di Nicoletta Maniglio e Jurika Leone si è optato per scrivere sulle magliette ognuno il proprio nomignolo. E così che la bella liceale Jurika del quinto L è diventata un’“Arpia” e l’amica Nicoletta un “Ottavo nano”, pur non essendo affatto bassa di statura, come suggeriva il nomignolo. «Tante risate», dicono le due ragazze, «a questo servono i soprannomi che ci siamo dati tutti quanti».
E se l’ultimo anno è passato in maniera «pesante» a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, proprio la lontananza ha riacceso le «emozioni nel rivedersi». Soprattutto per i ragazzi delle quinte classe, la didattica a distanza non è stata solo difficile da portare avanti ma ha anche destato preoccupazione in vista della preparazione per gli esami di maturità: «A me è mancato il contatto umano, non solo con i miei compagni ma anche con i professori, proprio questa mancanza faceva sì che ti distraevi molto facilmente», dice Alessia Teodoro, studentessa dell’ultimo anno del Masci, «e ora penso agli esami, sperando che saremo comunque pronti per affrontarli, nonostante siamo stati costretti a studiare con questa nuova modalità».
Dopo l’ultima campanella in molti si sono riversati in centro, alla villa comunale o lungo corso Marrucino, anche dalle scuole più lontane dal centro, come l’istituto industriale Luigi di Savoia, guidato da Anna Maria Giusti. Un quinto delle Industriali ha deciso di pranzare insieme, tutti seduti ai tavolini lungo il Corso. «Noi siamo dell’indirizzo di studio di Scienze applicate», dice Sofia Savastio, «rispetto agli altri studenti della nostra scuola siamo stati più a casa perché il nostro corso di studi non prevedeva i laboratori, gli unici che sono rimasti in presenza».
Seduti ai tavolini, nelle loro magliette con firme, dediche e nomignoli, si godono gli ultimi momenti di spensieratezza prima del tour de force degli esami di maturità. Che quest’anno sono accompagnati anche dalla possibilità di vaccinarsi contro il Covid.
©RIPRODUZIONE RISERVATA