Scuola premiata dall’ambasciata britannica

Lanciano. All’International Institute il riconoscimento da Cambridge per l’insegnamento dell’inglese
LANCIANO. “Impara una nuova lingua e avrai una seconda anima" recita un antico proverbio attribuito addirittura a Carlo Magno. E di anime i titolari dell'International Institute di Lanciano ne hanno formate a centinaia in questi anni, a partire dal 1992. Mercoledì scorso la scuola lancianese è stata premiata a Villa Wolkonsky, residenza dell’ambasciatore del Regno Unito a Roma, nell'ambito della nona edizione del Premio dell'Università di Cambridge "Preparation Centres Awards". Sono state 17 le scuole pubbliche, paritarie e private premiate e selezionate tra le migliaia di scuole di lingua in tutta Italia. E in nove edizioni l'International Institute è stata la prima e unica scuola privata abruzzese a ricevere l'ambito riconoscimento consegnato da una delle università più prestigiose al mondo. «Premiamo chi ha un impatto nella vita degli studenti, riflettendo i valori che Cambridge University porta avanti come inclusione, innovazione, empowerment», spiega una nota dell'ateneo britannico, in tre parole: “making a difference”. Titolari della scuola frentana sono Marino Olivieri e sua moglie Marina Ciccotelli, accompagnati alla cerimonia dal professor Andrew J. Laird, referente regionale del centro esami Cambridge.
Che cosa fa di un istituto privato una scuola che fa la differenza? Per chi ha frequentato i corsi dell'International Institute non c'è dubbio: il segreto è la passione vera, palpabile e in continua evoluzione per le lingue straniere, che poggia su granitiche basi professionali. Una lingua non è una materia, è una cultura, hanno sempre spiegato nella scuola lancianese. Spazio quindi a lezioni con insegnanti esclusivamente madre lingua, viaggi di istruzione nel Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti ed esami riconosciuti da Cambridge dalla scuola media, ai liceali, fino ad universitari e adulti. Tanti, tra gli studenti, vengono seguiti anche post diploma e negli anni sono stati una cinquantina quelli che hanno scelto, grazie alla scuola frentana, indirizzi di studio in facoltà estere. «Ringrazio gli studenti che ci hanno seguito anno dopo anno sostenendo gli esami Cambridge», commenta il professor Olivieri, «i genitori che hanno riposto fiducia in noi, i nostri insegnanti che con passione e dedizione hanno stimolato la curiosità intellettuale negli studenti e il nostro tecnico informatico che ci ha permesso di lavorare da remoto anche durante la pandemia». (d.d.l.)

