«Scuolabus vecchi e spesso rotti»

Mamma lamenta i disagi del servizio nonostante l’aumento delle tariffe
CHIETI. Servizio scuolabus comunale: continuano i vecchi disagi. A metterlo in evidenza è lo sfogo, apparso ieri sui social, di una mamma, V.E. le sue iniziali. Che scrive: «Vorrei sollevare un problema, che persiste ormai già dallo scorso anno: il servizio scuolabus. Dopo neanche una settimana di scuola già da stamattina ho ricevuto la prima chiamata dell'autista che mi avvisava che non sarebbe passato (tengo a precisare alle ore 8)». Insomma, un disservizio che colpirebbe una vasta platea di utenti, per diversi aspetti: «Il costo è triplicato per quanto mi riguarda, ma i disagi sono sempre gli stessi!» esclama la mamma «allora gli uffici competenti rispondono giustamente che i mezzi sono vecchi quindi, spesso e volentieri, hanno bisogno di manutenzioni. Ma allo stesso tempo noi paghiamo - e sottolineo: paghiamo - un servizio che reca disagi perché lavoriamo tutti». Infine un'amara considerazione: «Francamente trovo sconfortante dover esprimere un problema su facebook» prosegue Esposito «visto che chi di dovere fa "spallucce". Ma a quanto pare questa è l'unica via. Chiedo l'attenzione del sindaco a riguardo, grazie». I consiglieri del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo avevano segnalato il disservizio nell’ultima seduta consiliare prima della pausa estiva: «Abbiamo ricevuto segnalazioni riguardo a una diminuzione dei mezzi di trasporto, che dovrebbero comunque effettuare le stesse tappe» dicono i due consiglieri, «il sindaco, peraltro, ci ha già fatto sapere che per lui gli scuolabus non rappresentano un servizio pubblico essenziale: ma questo non può essere secondo le normative regionali, che tutelano l’accesso dei bambini nelle scuole e la loro frequenza».
Lo scorso giugno, inoltre, i consiglieri presentarono un'interrogazione, rivolta al sindaco Umberto Di Primio e alla giunta comunale, proprio sulla questione: «il Comune si avvale del sistema di noleggio dei mezzi senza conducente che il Codice della strada ammette solo per i veicoli dotati di 8 posti più conducente» diceva D'Arcangelo «in secondo luogo il servizio viene svolto richiedendo preventivi di spesa per periodi inferiori all'anno scolastico e, in alcuni casi, mese per mese o anche per periodi inferiori». Secondo Argenio poi «questo sistema consente al Comune di aggirare illegittimamente le previsioni del D. Lgs. 50/2016 poiché il costo del servizio non può essere frazionato per periodi inferiori alla durata dell'anno scolastico e addirittura consente di procedere, come è successo nel corso del 2016, ad affidamenti diretti ovvero senza svolgere neppure la procedura negoziata prevista per i contratti sotto soglia. Ci sembra evidente che questa situazione è causata dalla precarietà delle risorse finanziarie. Considerando anche i recenti aumenti delle tariffe dei servizi scolastici tra i quali rientra anche il trasporto degli alunni ».(e.r.)

