Scuole a pezzi, Pupillo incontra gli studenti

Dopo il corteo con mille ragazzi la Provincia assicura solo sopralluoghi all’Itis e al Galiani-de Sterlich
CHIETI. Sopralluoghi in qualche scuole, ma al di là di questo non si va. Non prende troppi impegni il presidente della Provincia Mario Pupillo che insieme all’architetto Francesco Faraone ieri ha incontrato i rappresentanti delle scuole che il giorno prima avevano portato mille studenti in piazza per manifestare contro le scuole a pezzi. Al tavolo provinciale sono stati ammessi solo due rappresentanti degli istituti che hanno aderito alla protesta: il liceo scientifico Masci, il classico Vico, l’artistico Nicola da Guardiagrele, l’istituto industriale di Savoia e l’istituto tecnico Galiani-de Sterlich.
ITIS DI SAVOIA. I rappresentanti dell’istituto industriale hanno chiesto un’operazione di manutenzione ordinaria sulla loro scuola, partendo dagli infissi usurati e continuando con la campanella malfunzionante e i servizi igienici vecchi. L’architetto Faraone si è impegnato a fare un sopralluogo insieme ai rappresentanti per valutare la situazione in prima persona.
CLASSICO VICO. Oltre al bisogno di manutenzione ordinaria, i rappresentanti del Vico sono tornati a richiedere uno spazio dove poter svolgere l’assemblea d’istituto. Già l’anno scorso la Provincia si era impegnata a risolvere il problema ma, alla fine, non si è riusciti a trovare una soluzione per poter svolgere le assemblee al Supercinema senza dover pagare per intero la retta.
LICEO ARTISTICO. La nuova sede al Ciapi, purtroppo, non ha ancora visto l’adeguamento dei laboratori, nonostante i 131mila euro stanziati per i lavori. Pupillo ha spiegato che la causa del ritardo si trova in un cambiamento normativo. Si deve effettuare, infatti, una nuova gara d’appalto che necessita di tre mesi di tempo ma il presidente ha assicurato che si sta mobilitando per accorciare i tempi.
GALIANI-DE STERLICH. Anche all’istituto tecnico la Provincia si è impegnata a fare un sopralluogo, soprattutto per quanto riguarda il problema del riscaldamento guasto in palestra, degli infissi rotti e dei servizi igienici malfunzionanti.
SCIENTIFICO MASCI. I ragazzi hanno chiesto lumi sui ritardi per l’inizio dei lavori alla Berardi e per la sede storica di via Vernia. Sono venuti così a sapere che i lavori di via Vernia sono fermi perché servono altri 500 mila euro e la possibilità di rientrare nella vecchia scuola dovrebbe poter avvenire per l’anno scolastico 2020/2021, salvo il fatto che non si decida di spostare in quella sede gli uffici giudiziari. A quel punto i ragazzi dovrebbero aspettare la fine dei lavori alla Berardi, prevista per il 2022.
RAGAZZI SCORAGGIATI. Tutti i rappresentanti hanno chiesto inoltre garanzie sulla sicurezza degli istituti scolastici, chiedendo la possibilità di controllare le certificazioni antisismiche e per la prevenzione incendi. Al termine dell’incontro i rappresentanti si sono detti alquanto scoraggiati. «Perché», spiega uno di loro, «hanno tentato di far passare per una situazione tutto sommato normale una che assolutamente non lo è». (a.i.)

