«Scuole, cantiere fermo e fondi a rischio»

Guardiagrele. L’opposizione consiliare alla giunta: entro febbraio l’appalto o si perdono 4 milioni
GUARDIAGRELE. «La realizzazione delle nuove scuole dei Cappuccini è in pericolo». L'allarme viene lanciato dal gruppo consiliare di minoranza “Guardiagrele il bene in comune”, che evidenzia che se entro il prossimo febbraio non saranno appaltati i lavori, per un ritardo inspiegabile, la città rischia di perdere il finanziamento di 3 milioni e 900 mila euro. L'opposizione di centrosinistra, con un ordine del giorno, suona quindi la sveglia all'amministrazione comunale guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio, invitandola ad andare avanti velocemente nella realizzazione della nuova struttura.
«Lo scorso 29 ottobre», precisa l'ex sindaco Simone Dal Pozzo, «rispondendo a una richiesta di accesso agli atti, ci è stato confermato che non esiste un progetto della nuova scuola che l'amministrazione comunale vorrebbe realizzare, chiarendoci che, nonostante fin da aprile siano state fatte riunioni per illustrare il campus di cui tanto si è parlato anche in campagna elettorale, l'incarico al progettista è stato dato solo alla vigilia di Ferragosto e, a oggi, non esiste nulla. È un fatto gravissimo», sottolinea Dal Pozzo, «perché il decreto ministeriale che ha assegnato fin da febbraio i fondi al Comune, stabilisce che l'aggiudicazione dei lavori deve esserci entro un anno e, cioè, tra appena tre mesi».
“Guardiagrele il bene in comune” ricorda poi che lo scorso 17 febbraio, in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto che ha assegnato i fondi alle Regioni e che l'atto del governo, all'articolo 2, stabilisce che il termine entro il quale devono essere affidati i lavori è di 12 mesi dalla pubblicazione per gli interventi sotto la soglia comunitaria, come quella di Guardiagrele. «Il Comune», osserva Dal Pozzo, «potrebbe andare in gara immediatamente e invece siamo fermi, di fronte a falsi problemi, bloccati da un atteggiamento lento e inconcludente che va avanti ormai da oltre un anno. Oggi non ci sono notizie di proroghe e la perdita di questo finanziamento sarebbe un fatto gravissimo per la città. C'è inoltre da capire dove e come si potranno reperire le eventuali risorse aggiuntive che neanche un mutuo potrebbe assicurare, visto che la decisione di dichiarare il dissesto finanziario, impedisce di accedere a prestiti».
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