Scuole, grandi opere e parchi Ecco il libro dei 5 programmi

16 Settembre 2020

Presentati in Comune i documenti con gli obiettivi e le promesse dei candidati sindaci Così Di Stefano, Di Iorio, Ferrara, De Cesare e Amicone vogliono affrontare le priorità

CHIETI. Il dado è (quasi) tratto: mancano 4 giorni alle elezioni comunali, poi, sarà uno di loro 5 a governare la città. Ma per sapere chi sarà il prossimo sindaco tra Fabrizio Di Stefano, Bruno Di Iorio, Diego Ferrara, Paolo De Cesare e Luca Amicone bisognerà aspettare fino a martedì prossimo: si vota domenica dalle 7 alle 23 e ancora lunedì dalle 7 alle 15 ma lo scrutinio per le amministrative è in programma dopo lo spoglio delle schede per il referendum sul taglio dei parlamentari e inizierà proprio martedì alle 9. Poche ore e, poi, si capirà se uno di loro vincerà al primo turno o si andrà al ballottaggio il 4 e 5 ottobre.
Sta per scadere il tempo delle promesse: chi vincerà e prenderà il posto di Umberto Di Primio, oltre un quarto di secolo in Comune e 10 anni da sindaco, dovrà amministrare una città che ha sfiorato il dissesto finanziario nonostante un tesoretto da milioni e milioni di euro regalato dalle multe dell’autovelox di Brecciarola e della zona a traffico limitato in centro. Nei programmi dei candidati, dal più stringato di Amicone fino alle 44 pagine di Di Stefano, ricorrono le emergenze di Chieti, quelle che i residenti si trovano davanti tutti i giorni. E non basterà schioccare le dita per «il cambio di marcia» che tutti adesso invocano. Tra le righe, nonostante i tagli, ci sono anche grandi opere: funicolare tra università-ospedale e centro storico e mega parcheggi.
ASILI E SCUOLABUS A Chieti, capoluogo di provincia di 50mila abitanti, ci sono 4 asili nido ma tre sono chiusi perché il Comune non ha i soldi per tenerli aperti: le famiglie sono tagliate fuori e costrette a rivolgersi agli asili privati. I programmi su questo sono d’accordo: è necessario riaprire i nidi. Sul fronte della scuola, da tre anni, non esiste più il servizio scuolabus: è stato cancellato per risparmiare. Una città con decine di istituti scolastici non può permettersi il lusso di garantire il trasporto degli alunni (a pagamento): anche in questo caso, lo stop del servizio ricade sulle famiglie obbligate ad arrangiarsi per accompagnare i propri figli a scuola.
STANGATA TASSE Se il Comune non riesce ad assicurare i servizi ed è costretto a fare tagli su tagli è perché, così sostiene da sempre Di Primio, si incassa troppo poco: i cittadini non pagano, questa la versione dell’amministrazione uscente, e la Teateservizi non è capace di riscuotere il dovuto. Di certo c’è questo: a Chieti le tasse sono al massimo e le tariffe della Tari, la bolletta della spazzatura, sono tra le più care in Italia.
ZONA CONTAMINATA Si parla di lavoro nei programmi e incentivi per attrarre nuove imprese. Ma c’è un dettaglio: a Chieti Scalo esiste una delle zone più inquinate d’Abruzzo con le aziende dismesse da decenni che continuano ad avvelenare i terreni. Dal 2008, per quest’area, è in vigore un’ordinanza dell’allora sindaco Francesco Ricci che vieta di usare l’acqua dei pozzi: dopo 12 anni, la bonifica del Sir resta un gioco allo scaricabarile.
PARCO FLUVIALE Tema ricorrente nei programmi sono le aree verdi: la più grande di tutte, il parco fluviale, è abbandonata nonostante i cartelli lungo via Tirino. Spreco e degrado si incontrano sulla pista ciclabile ideata per lo svago delle famiglie. Basteranno altri 5 anni per terminare un’opera già iniziata?