Scuole insicure Scatta la protesta

I ragazzi chiedono aule e laboratori adeguati dove studiare In Provincia cercano il presidente, ma Pupillo non c’è
CHIETI. Scuole non sicure, sedi senza spazi e attrezzature adeguate, fondi pubblici sempre insufficienti, ma anche il nuovo esame di stato che non piace. Con queste motivazioni un migliaio di studenti di diversi istituti superiori teatini sono scesi in strada ieri mattina per animare una grande manifestazione di protesta. Circa tre ore di corteo con gli studenti del liceo scientifico Masci, del liceo classico Vico, del liceo artistico Nicola da Guardiagrele, dell’istituto industriale Di Savoia, e dell’istituto tecnico Galiani-De Sterlich. Il corteo con cori, striscioni, cartelli, fumogeni, ma anche servizio d’ordine gestito dagli stessi studenti, è partito da piazza Garibaldi, ha attraversato corso Marrucino fino alla Trinità per poi fermarsi davanti alla Provincia. Qui una delegazione è entrata cercando il presidente della Provincia, Mario Pupillo. Che non c’era. Così i ragazzi hanno preso un appuntamento con il presidente per oggi a mezzogiorno.
LICEO SCIENTIFICO. Il Masci, rappresentato da Stefano Barcio, Valerio Rebeggiani, Ludovica Di Lizio, Ludovica Santarelli e Federica Di Girolamo, chiede l’avvio dei lavori per la nuova sede del liceo alla ex Berardi. La attendono da quattro anni. Ci sono poi i problemi sorti con la Curia per l’affitto dei locali del Seminario regionale, dove è dislocata la gran parte degli studenti.
LICEO ARTISTICO. Il liceo Nicola Da Guardiagrele, rappresentato da Luisa Kraja, nonostante che per la nuova sede appena ottenuta al Ciapi siano stati stanziati 135 mila euro per la sistemazione dei laboratori, i lavori sono ancora bloccati. E i laboratori, per questo tipo di scuola, sono a dir poco fondamentali.
LICEO CLASSICO. Gli studenti del Vico, rappresentati da Giovanni Bellelli e Rebecca Rossi, chiedono garanzie sulla sicurezza della loro sede, attese da anni. Pongono inoltre il problema della convenzione con il Supercinema, utilizzato per svolgere assemblee d’istituto, data l’assenza di spazi adeguati nella sede di corso Marrucino.
ISTITUTO TECNICO. Il Galiani-De Sterlich scende in strada per protestare contro la riforma dell’esame di stato, polemica comune a tutti gli istituti. Per i rappresentanti d’istituto Tony Mammarella, Luca Pavone, Davide Anello e Matteo Filippone, la riforma è a dir poco «rovinosa».
ISTITUTO INDUSTRIALE. I rappresentanti del Di Savoia Andrea Di Muzio, Luca Berardi, Francesco De Luca ed Elisabetta De Cristofaro chiedono la ristrutturazione della loro sede, «vecchia e degradata», dicono, «con finestre rotte, muri in cartongesso bucati e aule fredde». Tutti gli studenti, infine, chiedono le certificazioni dei loro istituti.

