Sedici sindaci attaccano l’Acea: «Dragate i laghi e più soldi a noi»

14 Maggio 2021

La nuova associazione di 16 Comuni rivendica risorse e annuncia di voler contare di più nelle scelte «Gli invasi di Bomba e Casoli hanno fondali ridottissimi: vanno puliti per ottenere più energia»

ALTINO. Sedici sindaci costituiscono l'associazione dei Comuni del Sangro-Aventino e chiedono all'Acea di dragare i laghi di Bomba e Casoli. Inoltre reclamano di accedere alle risorse derivate, come portatori di interessi, nella concessione della grande derivazione per uso idroelettrico Sant’Angelo (che comprende anche la centrale di Altino, oltre ai due laghi) nata nella seconda metà degli anni 50 con fondi statali e data in gestione all’Azienda comunale elettricità ed acque di Roma (Acea), attuale Acea Produzione Spa. La centrale ha una potenza nominale media pari a 58,4 Mw ed è entrata in produzione nel 1958. La concessione ad Acea Produzione Spa è scaduta a luglio 2013. Nel 2019 la legge nazionale ha imposto alle Regioni di dotarsi di una legge e di indire il bando per le nuove concessioni.
«L’infrastruttura, che in passato ha fortemente segnato il territorio portando altrove i ricavi, deve diventare una risorsa per il futuro dei nostri paesi», dicono i primi cittadini di Altino, Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimezzo, Fara San Martino, Gessopalena, Palombaro, Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Torricella Peligna, Villa Santa Maria e Pietraferrazzana. Dopo 60 anni di sfruttamento, gli invasi devono essere dragati e la futura gestione deve garantire molte più risorse per le comunità locali, il rispetto del territorio e la compatibilità con altre attività di valorizzazione e sviluppo. «Per obbligo di legge (art. 114 del D. Lgs. 152/06, legge Quadro Ambientale)», ha detto Massimo Colonna, presidente dell’associazione e consigliere comunale di Bomba, nella conferenza stampa a Lanciano presenti i sindaci di Altino, Vincenzo Muratelli, e di Villa Santa Maria, Pino Finamore, «il gestore di una grande derivazione per uso idroelettrico (potenza nominale media superiore a 3 Mw) è tenuto ad eseguire le operazioni di dragaggio degli invasi per il ripristino delle capacità originali. Nei laghi di Bomba e Casoli queste attività non sono mai state eseguite e il gestore ha dichiarato che mai lo farà». Per capire il problema del non dragaggio, bisogna partire dai numeri: inizialmente il lago di Bomba (proporzionalmente, il discorso vale per il lago di Casoli) nella parte centrale aveva una profondità di 100 metri, oggi è di 30; l'accumulo di sedimento è pari a 12 milioni di metri cubi e, una buona notizia, pare non inquinato. Da tener presente che la potenza nominale media dell'impianto dipende dalla quantità di acqua e dal "salto" della stessa e, da non sottovalutare, c'è da considerare anche la spinta, di tutto questo sedimento, che si esercita sulla diga stessa.
L’associazione si occuperà di seguire il bando regionale per l’affidamento della nuova concessione per tutelare gli interessi del territorio, gli interventi di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico, le misure di compensazione ambientale e territoriale, la riscossione delle compensazioni a carattere finanziario e dei canoni destinati ai comuni, la dovuta fornitura gratuita di energia elettrica e della definizione di eventuali canoni ed energia aggiuntivi dovuti dal concessionario scaduto in base a quanto previsto dalla normativa.
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