Sei casi in 72 ore: è allarme morbillo

7 Aprile 2018

Malattia diagnosticata al Pronto soccorso del Renzetti, contagiati due infermieri. Pazienti trasferiti a Vasto e Chieti

LANCIANO. Sei casi in 72 ore. C’è preoccupazione in città per la diffusione tra gli adulti del morbillo, malattia infettiva esantematica. Negli ultimi tre giorni al Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti, diretto da Antonio Caporrella, sono stati diagnosticati sei casi. Colpiti anche due infermieri. Non sono pochi se si pensa che le sei persone sono state colpite dalla malattia in poche ore e che altri casi potrebbero essere stati diagnosticati dai medici di famiglia senza essere giunti in ospedale. E se si pensa, soprattutto, che nel 2018 questa malattia dovrebbe essere quasi debellata.
In realtà la copertura vaccinale è intorno all’85% (bisognerebbe raggiungere il 95% per l’immunità di gregge) e questo ha favorito un notevole aumento dei casi in Italia e ora anche in città. Delle persone a cui è stato diagnosticato il morbillo un paio sono state trasferite all’ospedale di Chieti e altre due sono ricoverate a Vasto. Il Renzetti, infatti, non ha il reparto malattie infettive e quindi, dopo che è stata accertata la presenza della malattia, i pazienti che hanno delle complicazioni vengono trasferiti a Chieti o a Vasto. Ad ammalarsi sono state persone con età che varia dai 18 ai 67 anni, non vaccinate. L’ultimo caso si è registrato ieri mattina quando al Pronto soccorso è arrivato un ragazzo di 18 anni: non presentando complicazioni è stato rimandato a casa. «La cura», spiega Maria Pina Sciotti, responsabile del reparto malattie infettive di Vasto, «consiste essenzialmente in antipiretici e antibiotici solo nei casi necessari. Diagnosticare la malattia negli adulti non è subito semplice. Si manifesta, infatti, all’inizio con febbre alta, tosse o naso che cola e bruciore agli occhi. Dopo alcuni giorni possono comparire delle piccole macchie bianche all’interno della bocca. Solo alla fine si manifestano le tipiche chiazze rosse su tutto il corpo. L’incubazione è molto lunga, 15-20 giorni, per questo è molto contagiosa. Si diffonde per via aerea. A Vasto abbiamo ricoverato due persone arrivate da Lanciano, una di 44 anni e una di 67, che hanno avuto delle complicazioni. La più frequente è la polmonite, in casi rari anche l’encefalite. Il riesplodere di questi casi», conclude la dottoressa, «fa capire l’importanza della vaccinazione: si protegge non solo se stessi ma tutta la comunità».
E contagio c’è stato anche tra il personale del Pronto soccorso: sono con il morbillo due infermieri e un operatore sociosanitario. Visto il diffondersi del morbillo, il fatto che il personale lavori a stretto contatto condividendo spazi e spogliatoi, la direzione sanitaria dell’ospedale ha inviato ai reparti le indicazioni per bloccare il contagio. In primis è raccomandata la vaccinazione per chi non l’ha fatta; poi chi non ricorda se ha avuto il morbillo o se è vaccinato può fare esami in Patologia clinica per la ricerca degli anticorpi antimorbillo, mentre chi ha avuto la malattia o è vaccinato deve comunicarlo. «Sono raccomandazioni per evitare il contagio tra il personale che deve assistere i pazienti», spiega il direttore sanitario Vincenzo Orsatti, «non c’è un’epidemia di morbillo, ma l’attenzione è alta perché i casi, purtroppo, non sono pochi». È invece epidemia di varicella, ma questa volta tra i bambini.
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