«Sempre dalla parte dei poveri»

7 Settembre 2021

Il ricordo dell’arcivescovo: grande perdita. Il successore: è un dolore per tanti

ROCCA SAN GIOVANNI. «Una notizia terribile che ci ha colto alla sprovvista». Così l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, commenta la morte improvvisa di don Vittorio Lusi. «Ho celebrato la messa con lui a San Pietro, dove è stato con il gruppo ministeriale dal mese di gennaio, pochi giorni fa», riprende Cipollone, «e ci eravamo dati appuntamento per la messa in cattedrale per la festa della Madonna mercoledì: è incredibile. È un sacerdote che ha svolto il ministero dal 1963 dividendo il suo percorso tra la pastorale parrocchiale, una vita intera passata al Sacro Cuore di Olmo di Riccio, dopo essere stato a Villa Romagnoli, la pastorale scolastica, visto che era insegnante di lettere e la scelta di stare accanto ai poveri». È stato direttore Caritas don Vittorio e fondatore della mensa dei poveri Buon Samaritano che dal 2017 si è staccata dalla parrocchia. «Si è dimesso nel novembre 2017 quando ha compiuto 80 anni», aggiunge il vescovo, «e ha continuato l’attività. È davvero un brutto colpo». E il vescovo ha dato la triste notizia ai sacerdoti. «È stato benvoluto da tutti”, dice don Nicolas Gadesseh che ha preso le redini della parrocchia da lui il 19 novembre 2017. «Mi “ha consegnato” una parrocchia molto grande che ha diretto per 43 anni: una vita. E infatti in tanti ne piangono la morte. Con lui sono cresciute delle generazioni di ragazzi che hanno messo su famiglia». E la notizia si è diffusa in città, in particolare ad Olmo di Riccio. «Per noi è una notizia dolorosa», commenta Germano Presicce, suo collaboratore al Sacro Cuore. «Don Vittorio aveva sempre il sorriso, non ha mai alzato la voce: era un signore. Con lui la nuova chiesa ha preso forma, lasciando gli scantinati della scuola. La diocesi ha stanziato i fondi, don Leo ha avviato le carte per la parrocchia e lui ha seguito i lavori fino alla fine».
Il sorriso, i capelli al vento, la voce calma: così molti descrivono don Leo. «Amava il mare, era un sub», chiudono delle parrocchiane, «e il mare se lo è portato via». (t.d.r.)