Sempre più visitatori in città: «Chieti diventi un brand unico»

12 Ottobre 2026

Di Benedetto (Chieti Welcome): «Collaboriamo con il Comune, ora bisogna creare un’immagine unica»

CHIETI

Aprire i luoghi che oggi restano chiusi e raccontare Chieti attraverso le storie di chi l’ha abitata. Chieti Welcome punta su percorsi che coinvolgono residenti e partecipanti dal resto dell’Abruzzo, con strumenti digitali e una rete di attività tra centro storico e Scalo. Il presidente Nico Andrea Di Benedetto chiede alle istituzioni di rendere accessibile il patrimonio e dare continuità alla collaborazione con chi lavora alla sua valorizzazione. «Quello che manca alla città è una struttura, un’identità visiva», sostiene. «Chieti dovrebbe essere considerata come un brand, con gli stessi principi e gli stessi criteri». Il 3 ottobre, durante il primo appuntamento di Percorsi Urbani dedicato alla presenza francescana, il gruppo ha potuto entrare nella chiesa di San Giovanni Battista, vicino a piazza Garibaldi, normalmente chiusa. «Bisogna avere i permessi e mettere d’accordo tutti, quindi certe cose diventano complicate», racconta Di Benedetto.

Tra gli obiettivi c’è San Gaetano, alle spalle dei tempietti romani. «È una chiesa abbastanza sconosciuta e chiusa da tempo, che vorrei provare a far aprire», dice. «Riguarda anche una tappa di una delle storie che raccontiamo attraverso la nostra app». Il nuovo format arriva dopo il trekking urbano, curato dall’associazione nei due anni precedenti. «Non mi piace definirle visite guidate», precisa il presidente. «Sono percorsi esperienziali. Le persone sono interessate proprio a conoscere Chieti attraverso un altro tipo di esperienza».

Il pubblico comprende teatini e visitatori di altre località abruzzesi, con giovani e coppie. Per questi appuntamenti vengono generalmente messi a disposizione tra 50 e 100 posti. Numeri più alti per Convivio, la cena organizzata sul corso Marrucino, con 250 partecipanti. Quanto agli stranieri, Di Benedetto ricorda presenze occasionali e incontri con cittadini di altri Paesi che risiedono già nel capoluogo.

Sul versante digitale, FA Chieti Welcome consente invece di seguire autonomamente un itinerario sul telefono. L’applicazione, realizzata con il Festival dell’Architettura e disponibile su App Store e Play Store, accompagna l’utente nelle singole tappe con una voce narrante, musica e ambientazione sonora. «Ci piace raccontare la città attraverso i personaggi che l’hanno vissuta e i luoghi che oggi vediamo, ma magari non conosciamo appieno», spiega Di Benedetto. «È una visita al contrario: prima conta la storia, che diventa l’occasione per attraversare quei posti».

Tra le vicende proposte c’è quella che intreccia Toffi e Nicolino, costruita con un taglio vicino al racconto di un delitto. Un altro tassello sono i welcome point, attività della parte alta e dello Scalo: b&b, ristoranti, locali e librerie. Nei punti aderenti si possono acquistare cartoline, segnalibri e magneti prodotti dall’associazione, con materiali dedicati al territorio.

«L’obiettivo è migliorare la qualità e creare un’immagine coordinata di Chieti», sottolinea. «Non abbiamo una convenzione nel senso stretto, con un vantaggio. Promuoviamo una collaborazione reciproca: loro promuovono noi e noi promuoviamo loro e tutti promuoviamo la città». Il progetto punta inoltre a raccogliere fotografie e informazioni sulle attrazioni e sugli itinerari, compresi i luoghi chiusi. Un archivio da utilizzare sul sito e sull’app, ma che nella visione del presidente può alimentare anche totem e display sugli autobus. Per sviluppare queste soluzioni, Di Benedetto chiede maggiore disponibilità al confronto: «Serve un’apertura più ampia e lungimirante all’ascolto di progetti che nascono dal basso, ma sono fatti da persone con competenze. Occorre mettere a sistema le risorse e il patrimonio che oggi non è fruibile».

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