«Sempre pronti ad aiutare la famiglia»

22 Settembre 2021

VASTO . Mentre i medici del policlinico di Chieti continuano ad occuparsi del bambino di 9 anni affetto dalla sindrome di Asperger, ricoverato dopo 5 giorni di crisi e il rifiuto di altri due...

VASTO . Mentre i medici del policlinico di Chieti continuano ad occuparsi del bambino di 9 anni affetto dalla sindrome di Asperger, ricoverato dopo 5 giorni di crisi e il rifiuto di altri due ospedali, l’associazione Asperger Abruzzo risponde all’sos lanciato dalla mamma, L.C.. «Vogliamo», dice la presidente dell’associazione Marie Helene Benedetti, «invitare ancora una volta la signora L.C. ad affidarsi al sostegno che la nostra associazione può fornire a lei, al suo piccolo e alla sua famiglia. E vogliamo ringraziare tutte le parti coinvolte in questo caso: il servizio sociale del Comune di Vasto, l’avvocato dell’associazione Felicia Fioravante e il dottor Riccardo Alessandrelli. La nostra associazione», spiega Benedetti, «svolge un lavoro costante di monitoraggio delle situazioni critiche sul piano delle neuropsichiatrie infantili. Ci adoperiamo costantemente per far fronte a qualunque necessità assistenziale, sia sul piano sociale, sia in ambito di consulenza medico-sanitaria. Il caso della signora L.C. e del suo bambino è ben noto alla nostra associazione che si è adoperata a più riprese per offrire il miglior sostegno possibile a una situazione che, ancora oggi, deve essere diagnosticata appieno da professionisti e medici specializzati. Il primo passo necessario per evitare che in futuro possano ripetersi situazioni di crisi importanti».
L’associazione assicura che L.C. non è sola e tiene a precisare che ha indirizzato a più riprese la mamma alle cure del dottor Alessandrelli, neuropsichiatra specializzato in autismo funzionale (ex sindrome di Asperger). «Il medico», continua Benedetti, «non è riuscito a concludere la fase di test necessaria per inquadrare la giusta diagnosi per motivi indipendenti dalla sua volontà. Come associazione, ci teniamo a ribadire che intendiamo continuare a svolgere, nel pieno delle nostre forze, l’attività di sostegno che abbiamo finora messo in atto a favore di questa e di tutte le famiglie che ne hanno necessità. È altresì necessario che tali intenzioni siano condivise e perseguite da coloro che ne hanno bisogno, e che la rete di aiuti messi in campo per far fronte a questo caso specifico sia ascoltata e accolta integralmente». (p.c.)