«Sentenza ingiusta», Bello spiega il perché

Casalbordino, il sindaco commenta la condanna della Corte dei conti per i lavori di pavimentazione
CASALBORDINO. «Una ingiusta sentenza che colpisce chi, con abnegazione e spirito di servizio, ha risollevato le sorti di questa comunità». Trapela l’amarezza nelle parole che il sindaco Remo Bello utilizza per commentare la decisione della Corte dei conti (sezione Abruzzo), che lo ha condannato insieme all’assessore Antinoro Piscicelli e all’architetto Massimo Gigliotti, responsabile del settore lavori pubblici, a risarcire la somma di 40mila euro (oltre agli interessi legali) per danno erariale da suddividersi tra di essi secondo le seguenti quote: 6.000 euro ciascuno per i due amministratori e 28mila euro per il tecnico comunale. La vicenda ricostruita dai giudici contabili fa riferimento ai lavori di pavimentazione in via Roma-corso Garibaldi-piazza Garibaldi, appaltati dal Comune durante la precedente amministrazione di centrodestra, ad una associazione temporanea di imprese (Tenaglia srl e fratelli Menna snc). Stando ai risultati delle indagini, affidate al Corpo Forestale dello Stato, alle ditte sarebbe stata pagata una somma non dovuta, che dopo una serie di approfondimenti istruttori è stata quantificata in 40mila euro. «Su questa sentenza sento il dovere di fare chiarezza», scrive Bello in una lettera aperta ai suoi concittadini, «quando mi sono insediato nel maggio 2007 era in corso, con la ditta appaltatrice, un contenzioso con richiesta di arbitrato, per maggiori lavori di circa 130.000 euro che la stessa ditta reclamava a seguito di “carenze progettuali” che non erano state “correttamente istruite dalla direzione lavori”. Vennero eseguiti tutti i necessari controlli per verificare se le richieste avanzate dall’impresa fossero fondate e se il Comune avesse potuto avere qualche possibilità di vittoria, sulla base anche della non chiara documentazione rinvenuta, nel qual caso si fosse ostinato a continuare nel contenzioso. Balzò subito agli occhi che nessuna speranza di vittoria poteva avere il Comune in caso si fosse deciso per il proseguimento del contenzioso, sia per le gravi mancanze progettuali, sia per la non corretta gestione della documentazione d’appalto, sia per gli effettivi lavori effettuati oltre il capitolato d’oneri e quindi per l’indubbio indebito arricchimento per l’ente».
Ne seguì un accurato e puntuale esame con la conclusione, ricorda Bello, che con la transazione «si sarebbero risparmiati 70mila euro». «Le opposizioni non fanno altro che strumentalizzare la reale consistenza della sentenza per colpirmi, per loro, sono uomo scomodo», aggiunge il sindaco, «è evidente che è iniziata la campagna elettorale, anche se resta oltre un anno alla conclusione del mio mandato, ma tutto questo mi dà nuova forza per andare avanti e lottare fino alla fine perché l’istituzione continui ad avere uomini onesti».
Anna Bontempo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

