Sentenza sposta gli equilibri: a chi vince 20 seggi, non 19

4 Giugno 2015

CHIETI. La maggioranza che uscirà dal ballottaggio sembra destinata a prendere venti consiglieri, uno in più rispetto alle simulazioni che circolano nelle segreterie dei partiti, mentre le...

CHIETI. La maggioranza che uscirà dal ballottaggio sembra destinata a prendere venti consiglieri, uno in più rispetto alle simulazioni che circolano nelle segreterie dei partiti, mentre le opposizioni dovrebbero dividersi dodici posti. E’ un problema di arrotondamento, scaturito con la finanziaria Monti che ha imposto una cura dimagrante ai parlamentini civici senza intervenire sui meccanismi elettorali, lasciando immutato, in particolare, la norma che attribuisce il 60% dei seggi a chi vince.

Sino all’ultima tornata, quando Chieti eleggeva 40 consiglieri, l’applicazione era immediata: 24 alla maggioranza, 16 agli altri. Oggi, con 32 posti, il conto matematico dà 19,2 a 12,8, numeri che che gran parte degli uffici elettorali ha sin ora rettificato con un arrotondamento all’unità più vicina: 19 a 13. Sembrerebbe la soluzione più equa, quella stessa che la legge prevede per i paesi al di sotto dei 15mila abitanti e che era in vigore con le elezioni provinciali, ma il Consiglio di Stato l’ha bocciata, con la sentenza 1197 del 2012, sul caso analogo di Vibo Valenzia. Il 60% di scranni che la legge elettorale attribuisce alla coalizione vincente - riconoscono i giudici - è una soglia minima che non può essere ridotta neppure di uno zero-virgola. E dunque maggioranza a 20, non a 19.

Scrutinato il ballottaggio, la prima decisione sulla ripartizione spetterà all’ufficio elettorale di Chieti. Ma con una sentenza del Consiglio di Stato a chiarire la questione, il risultato pare segnato: 20 a 12.(l.t.)