«Senza strade e servizi, le aziende fuggono»

L’allarme del Pd: Denso intenzionata a fare investimenti in Ungheria e Spagna, ombre sul futuro
VASTO . «Date strade e servizi al Vastese, altrimenti le multinazionali fuggiranno». Il grido d’allarme di Primiano Biscotti, segretario della Fim Cisl, è stato condiviso ieri dalla segreteria provinciale del Pd. Se la Regione non mostra la volontà di rivitalizzare il Vastese, Denso è pronta a fare nuovi investimenti in Ungheria e Spagna. Il nuovo motore elettrico potrebbe essere prodotto in Ungheria e non nello stabilimento Denso di San Salvo. «Se ciò accadesse», annota il Pd provinciale, «il risultato sarebbe l’impoverimento dell’economia del nostro territorio e dell’Abruzzo intero e getterebbe altre ombre sul futuro dell’economia locale. Alla Regione e al governo chiediamo concentrazione sul problema e supporti concreti per evitare di arrivare tardi. Occorre intervenire subito su questi segnali d’allarme del settore industriale. L’amministrazione comunale di San Salvo, gli eletti in Regione della Lega e del M5S e gli eletti in Parlamento del M5S, nostri concittadini provinciali», sottolinea il Pd, «dovrebbero dedicare maggiore attenzione ai territori di provenienza. Il Pd è a disposizione per queste battaglie che non hanno colore politico e che incidono profondamente sulla vita delle comunità. I lavoratori e le aziende non possono essere abbandonati dalla politica. Il partito, gli eletti e gli amministratori del Pd sono aperti al dialogo costruttivo con tutti gli attori sociali per elaborare proposte e risposte a un problema che investirebbe uomini e donne che lavorano negli stabilimenti produttivi interessati. Un ragionamento che vale per Denso, per Sevel e anche per tante ditte minori che vogliono sopravvivere e crescere».
Il Pd chiede alla Regione e ai parlamentari abruzzesi di elaborare e proporre alle istituzioni e al mercato una programmazione efficace per sostegni concreti e utili alle imprese. «È ora di superare le promesse elettorali che si occupano della “fine del lavoro”, costose e non produttive, e avviare azioni di salvaguardia e innovazione del lavoro vero. Avevano detto “No alla delocalizzazione della Honeywell”, ma con Di Maio ministro l’azienda ha delocalizzato. Se Sevel, e Denso ora, dovessero spostare le loro produzioni all’estero per l’Abruzzo e per centinaia di famiglie sarebbe un pesante “meno” sul futuro. Non assistiamo inermi. Salviamo il lavoro». (p.c.)

