Senza virus l’operaio con la febbre
Atessa. Tampone negativo ma resta alta l’allerta dei sindacati sui trasporti pubblici
ATESSA. È risultato negativo al coronavirus il lavoratore pendolare di Gissi che nei giorni scorsi non è stato fatto entrare in Sevel dopo che il termoscanner all’ingresso gli ha segnato una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Il caso era stato segnalato dalla Fiom Abruzzo per denunciare la scarsità di misure di sicurezza sui mezzi pubblici dal momento che il lavoratore era tornato a casa in autobus. Lo stesso assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, aveva parlato di una “falla” nel rigido protocollo nazionale.
«Va chiarito», replica la Regione Abruzzo, «che nel viaggio di ritorno l’operaio ha viaggiato da solo, a debita distanza dal conducente, su mezzi che l’azienda sanifica ogni giorno. Il medico curante aveva riscontrato come lo stato febbrile del lavoratore era rapidamente cessato, tanto da non ritenere necessario alcun coinvolgimento della Asl che è intervenuta per puro scrupolo».
Ma le polemiche non si placano. «La vera falla», scrivono le organizzazioni sindacali del settore trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal, «è nel protocollo dei trasporti regionali, dal momento che in Sevel il lavoratore è stato prontamente fermato all’ingresso. È il momento di fare chiarezza una volta per tutte su una serie di inefficienze che in tutto questo periodo abbiamo cercato di evidenziare».
Puntano il dito contro la gestione del trasporto pubblico anche la Uilm Chieti-Pescara e la Fim Abruzzo: «La Regione Abruzzo», scrive il segretario Uilm, Nicola Manzi, «ha parlato del problema del trasporto lo scorso 24 aprile al tavolo convocato a soli tre giorni dalla riapertura dello stabilimento Sevel e del suo indotto. Solo ora, a rischio sfiorato, l’assessore Febbo ha preso coscienza della necessità di determinare un protocollo d’intervento. È necessario integrare il protocollo sul trasporto con ulteriori procedure che riducano il rischio contagio, altrimenti la “falla” rischia di diventare una voragine». «Il paese sta provando a ripartire con difficoltà», si legge nella nota della Fim Abruzzo e Molise, «non dobbiamo vanificare gli sforzi fatti, chiediamo alle Regioni Abruzzo e Molise di emanare un’ulteriore ordinanza, prevedendo misurazioni delle temperature alla salita degli autobus. Questo momento storico verrà superato solo ai protocolli aziendali e decreti ministeriali si aggiunge il senso civico di ognuno».
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