Senzatetto ammazzato in Toscana Il pm: l’assassino subito a giudizio

CHIETI. La procura della Repubblica di Massa ha chiesto il giudizio immediato per Francesco Di Blasi, 68 anni di Palermo, accusato dell’omicidio volontario di Paolo Camillo Fiorentino, il senzatetto...
CHIETI. La procura della Repubblica di Massa ha chiesto il giudizio immediato per Francesco Di Blasi, 68 anni di Palermo, accusato dell’omicidio volontario di Paolo Camillo Fiorentino, il senzatetto di 46 anni, originario di Casoli, ucciso in Toscana il 12 gennaio scorso.
Il delitto è maturato in un contesto di profondo disagio sociale all’interno di un ex campo profughi, la Colonia Vercelli, a Marina di Carrara, un fabbricato di proprietà del Comune occupato abusivamente. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i due uomini hanno iniziato a litigare furiosamente e a prendersi a pugni, fino a quando non è spuntato almeno un coltello che ha ferito a morte il 46enne. Il cadavere di Fiorentino è stato trovato in mattinata, in un lago di sangue, da una donna che spesso gli portava da mangiare e lo aiutava con qualche faccenda domestica. Di Blasi, a sua volta frequentatore dell’ex colonia, sempre in mattinata si è costituito nella vicina caserma dei carabinieri raccontando ai militari che c’era stata una rissa e che lui era rimasto ferito a una mano. L’assassino è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, e trasferito in cella.
Nel 2014, Fiorentino lanciò un appello su internet. «Quando sono rimasto senza occupazione e senza casa», raccontò, «ho lasciato Casoli e sono andato a Milano in cerca di lavoro. Poi mi sono trasferito a Bologna e, adesso, mi trovo a Chieti: mi arrangio, dormo su una panchina della villa comunale. Ho fatto la richiesta per la casa popolare. Al momento mi aiutano solo le suore dell’ex convento lungo corso Marrucino: da loro posso lavarmi e mi danno da mangiare. Sono stato anche al dormitorio di Pescara, ma lì sono stato derubato di tutto».
Nel 2018, Francesco Di Blasi venne arrestato dopo aver inseguito e ferito con una mannaia e un coltello un uomo che viveva con lui nella stessa area degradata della Colonia Vercelli. Quest’ultimo finì in ospedale, non in condizioni gravi, e per Di Blasi si aprirono le porte del carcere dove restò per brevissimo tempo: venne infatti scarcerato e gli fu comminata dal giudice la misura dell’obbligo di dimora. (g.let.)
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