Separazioni, esperti a confronto

4 Novembre 2022

Chieti. Congresso nazionale di Psicologia giuridica oggi e domani alla d’Annunzio

CHIETI. La valutazione delle famiglie in crisi a causa della separazione tra i genitori. È questo il tema del 22° congresso nazionale di Psicologia giuridica che parte oggi e termina domani all'Università d'Annunzio. La due giorni congressuale - a cura dell’Associazione italiana di psicologia giuridica in collaborazione con il laboratorio di Psicologia clinica del dipartimento di Scienze psicologiche, della salute e del territorio della d’Annunzio - si occupa del tema alla luce delle novità introdotte dalla riforma Cartabia.
L'appuntamento si svolge all’auditorium del Rettorato. Il programma prevede tre tavole rotonde: oggi il focus sarà sulla valutazione dei conflitti endofamiliari nell’ambito di procedimenti civili in tema di separazione e affidamento di figli minorenni; oggi pomeriggio si parla dell’impatto dei procedimenti penali sulle responsabilità genitoriali e il sabato mattina del ruolo dello psicologo nella riforma Cartabia.
«La rilevanza di questo congresso», spiega Maria Cristina Verrocchio, docente di Psicologia clinica alla d’Annunzio, «risiede sia nella presenza di illustri relatori di comprovata esperienza scientifica e professionale sia nell’offrire un confronto tecnico e operativo tra discipline e professioni diverse. Dopo la separazione coniugale, quando i genitori di figli minorenni non riescono ad adattarsi e a risolvere le loro controversie, iniziano contenziosi giudiziari spesso lunghi e faticosi per tutti i membri del nucleo familiare. I figli, bambini o adolescenti, soffrono moltissimo e tutti i professionisti coinvolti debbono necessariamente tutelarne il migliore interesse nell’ambito del processo. Quando viene richiesta da un magistrato una consulenza tecnica all’interno di un assetto valutativo di responsabilità genitoriale ai fini di affidamento dei figli», aggiunge la docente, «lo psicologo esperto si trova sempre di fronte a situazioni molto complesse che possono essere espressione di scenari diversi. Il congresso mira a chiarire anche la differenza tra conflitto e violenza, due fattispecie che non possono essere confuse e che richiedono specifiche metodologie di valutazione ed eventualmente di intervento». (a.i.)
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