Sequestrati 40mila euro di cannabis light

4 Giugno 2019

I carabinieri del Nas in un ingrosso del Chietino: requisiti quasi tre chili di canapa, il titolare denunciato per spaccio

CHIETI. Primo sequestro di cannabis light in Abruzzo con un commerciante denunciato per detenzione di droga ai fini di spaccio. È partito anche in provincia di Chieti il giro di vite annunciato dal ministro dell’Interno della Lega, Matteo Salvini, contro i negozi di canapa. Seguendo le pubblicità su internet dei prodotti derivati dalla cannabis, i carabinieri del Nas di Pescara sono intervenuti all’interno di un ingrosso in un paese del Chietino che rifornisce i negozi e vende anche via internet: dentro due scatoloni, sono state trovate le confezioni di cannabis sativa pronte a finire in vendita sui banchi dei negozi. Quasi tre chili (2,8) per un valore approssimativo che potrebbe superare i 40mila euro: la cannabis light costa intorno ai 10-15 euro al grammo a seconda del tipo.
I carabinieri, guidati dal maggiore Domenico Candelli, hanno avviato i controlli nei cannabis shop, a partire dai fornitori, a pochi giorni dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha dato lo stop alla commercializzazione della canapa leggera: in attesa delle motivazioni della sentenza, in tutta Italia sono scattati perquisizioni e sequestri di prodotti derivati dalla cannabis light e i titolari delle rivendite si sono ritrovati denunciati come gli spacciatori di eroina. Un caso nazionale, giudiziario e anche politico con i partiti divisi sulla crociata dettata da Salvini: al centro della contesa c’è la portata della decisione della Cassazione che ha decretato il divieto della vendita o alla cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l’olio, le foglie, le infiorescenze e la resina.
Ad Avellino, la finanza ha sequestrato 72 confezioni di infiorescenze essiccate di cannabis light messe in vendita da un distributore automatico nei pressi di una scuola; secondo blitz a Caserta dove sono finiti nel mirino tre negozi che «detenevano ed esponevano per la vendita infiorescenze, foglie, resina e olio ottenuti dalla coltivazione di una varietà di cannabis» che non rientra tra quelle ritenute «legali»; sequestri anche a Macerata dove il questore Antonio Pignataro ha dichiarato che i cannabis shop dovranno rinunciare «a vendere infiorescenze, oli, resine, foglie» per non essere accusati di detenzione a scopo di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione più ampia si è svolta nella provincia di Reggio Calabria con 51 cannabis shop controllati da polizia, carabinieri e finanza. Finora, il controllo nel Chietino ha portato al sequestro più ingente. Il caso è finito ora sulla scrivania del pm Giuseppe Falasca. Adesso, sulla canapa sequestrata, con un principio attivo (Thc) tra 0,1 e 0,6%, saranno effettuate le analisi.