Sequestrati 4mila ricci di mare

19 Marzo 2017

Multati tre pescatori di frodo: un euro per ogni esemplare

VASTO. Un barattolino di polpa di ricci di mare costa 24 euro, e in Puglia i ricci di mare sono uno dei piatti più richiesti. È per questo che i frutti di mare vanno letteralmente a ruba. Ieri notte la polizia stradale di Vasto Sud e i militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna hanno sequestrato e rigettato in mare 4000 ricci.

I tre pescatori di frodo sono stati bloccati mentre tornavano a casa, dopo la giornata decisamente proficua. A loro gli agenti hanno comminato una sanzione amministrativa di 4mila euro, un euro per ogni riccio. In tre erano partiti da Bisceglie e avevano raggiunto la costa vastese per fare provviste. I tre pescatori sportivi, però, sono incappati in un posto di blocco. La polizia li ha sorpresi con l’attrezzatura ancora bagnata. Fortunatamente i ricci erano ancora vivi. Le attrezzature che avevano al seguito, come bombole, erogatori e mute utilizzate per immergersi, sono state sequestrate. I ricci, dopo un controllo del servizio veterinario della Asl, sono stati rigettati in mare dagli uomini del Circomare. Il battello GC B14 ha raggiunto la scogliera e li ha restituiti al loro naturale habitat e al micro-ecosistema . «L’operazione dimostra ancora una volta la sinergia e l’efficace collaborazione ormai consolidata tra la polizia stradale e la guardia costiera nel contrasto e repressione della pesca illegale», annota il comandante del Circomare di Punta Penna, Cosimo Rotolo. Il numero massimo di ricci che è consentito pescare, è di 50 per ogni pescatore sportivo, come disposto dalla normativa vigente. I tre pescatori non si sono fermati a 150 ricci ma sono andati decisamente oltre. Il tenente di vascello Cosimo Rotolo, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto e l’ispettore capo Antonio Pietroniro, comandante della sottosezione della polizia stradale Vasto Sud, assicurano che il livello di attenzione resterà alto anche nei prossimi mesi per scoraggiare nuove incursioni illegali e tutelare l’ecosistema marino, patrimonio comune e risorsa per il futuro.(p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA