Sequestrato il sansificio dopo le proteste

L’inchiesta è partita a seguito delle segnalazioni del sindaco e dei malori avuti dai cittadini a causa dei fumi nauseabondi
POGGIOFIORITO. Il sansificio Sirolli di Poggiofiorito è finito sotto sequestro dopo le denunce presentate dal sindaco e i malori avuti dai cittadini a causa dei fumi, definiti come nauseabondi, provenienti dallo stabilimento. Il blitz dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara è scattato ieri a seguito del provvedimento firmato dal giudice Andrea Di Berardino su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani. Gli indagati sono Anna Giannico, 74 anni, e Giuseppe Sirolli, 54 anni, entrambi di Archi, rispettivamente amministratore di diritto e di fatto dell’azienda in cui vengono prodotti nocciolino di sansa e pellet: devono rispondere della violazione di due articoli del decreto legge del 2006 in materia ambientale.
In base alle accuse, in un’occasione, è stato superato il valore massimo giornaliero di emissione in atmosfera del monossido di carbonio. Non solo: per eludere il monitoraggio continuo di fumi e vapori, sarebbe stato creato un punto non autorizzato attraverso una sorta di bypass. Tra le contestazioni, c’è anche la di miscelazione di rifiuti non autorizzata, tra cui quelli prodotti dalla depurazione dei fumi.
Il caso del sansificio di Poggiofiorito è finito più volte anche al centro del dibattito politico. Per circa un anno, infatti, le attività erano state sospese dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Remo D’Alessandro. Nel provvedimento si denunciavano i cattivi odori, «diventati oramai incontrollabili, che hanno avuto ripercussioni negative sulla salute di alcuni cittadini, colpiti da episodi di vomito, faringite, nausea e da problemi respiratori a causa delle inalazioni di fumo proveniente dallo stabilimento». Le segnalazioni non solo sono arrivate dal paese, ma anche dai piccoli Comuni vicini come, ad esempio, Arielli e Canosa Sannita. L’argomento era stato portato anche all’attenzione del consiglio regionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

