Sequestrato per un debito Processo al via in Corte d’assise

SAN SALVO. Al via il processo dinanzi ai giudici della Corte d’assise di Lanciano per Nicola Cortinove, 41 anni, di San Salvo, e Michele Marinelli, 29, San Severo, difesi dagli avvocati Giovanni e...
SAN SALVO. Al via il processo dinanzi ai giudici della Corte d’assise di Lanciano per Nicola Cortinove, 41 anni, di San Salvo, e Michele Marinelli, 29, San Severo, difesi dagli avvocati Giovanni e Antonino Cerella e Giuseppe Casale del foro di Foggia. I due sono accusati di concorso nel reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. La grave accusa, contestata dalla Procura, è quella di aver agito al fine di procurarsi un ingiusto profitto. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero cercato di farsi consegnare da un operaio di San Salvo ottomila euro come pagamento per la cessione, avvenuta precedentemente, di sostanza stupefacente.
L’operaio venne tenuto in ostaggio per cinque giorni durante i quali sarebbe stato malmenato e minacciato ripetutamente di morte. Altre volte i sequestratori minacciavano di morte i suoi familiari. La vicenda, ancora ben viva nella memoria dei sansalvesi, avvenne il 18 maggio 2015. L’operaio fu prelevato sotto casa, privato dei documenti e costretto a salire in auto, destinazione Puglia. Gli imputati avrebbero chiuso l’ostaggio in un capannone di Apricena, nel Foggiano, legandogli, mani e piedi con fascette di plastica. La vittima non poteva chiedere aiuto perché gli era stata chiusa la bocca con un sacchetto di plastica. Durante i giorni del sequestro sarebbe stata minacciata anche la madre della vittima. I due sequestratori le avrebbero chiesto di versare il denaro per la liberazione del figlio sottoscrivendo una richiesta di finanziamento di 10.000 euro.
Solo cinque giorni più tardi il giovane, approfittando di un momento di distrazione dei due malviventi, riuscì a scappare allertando immediatamente i carabinieri del posto. I due vennero arrestati con l’accusa di rapina, sequestro di persona e tentata estorsione, e condotti nel carcere di Foggia. Il processo era stato istruito, inizialmente, dinanzi al tribunale di Chieti ma, nel corso della prima udienza, i difensori hanno eccepito l’incompetenza territoriale. L’eccezione è stata accolta dal tribunale teatino che ha quindi disposto il trasferimento del fascicolo a Lanciano. Oggi si prevede un’accesa istruttoria dibattimentale in cui la difesa cercherà di smontare punto per punto la linea accusatoria della Procura provando a dimostrare la completa estraneità ai fatti degli imputati.
Paola Calvano
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