Sequestrato un chilometro di reti abusive

23 Febbraio 2017

VASTO. Erano convinti che nessuno si sarebbe accorto di quelle reti pronte a catturare quintali di pesci. Ma era ancora buio, ieri mattina, quando il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di...

VASTO. Erano convinti che nessuno si sarebbe accorto di quelle reti pronte a catturare quintali di pesci. Ma era ancora buio, ieri mattina, quando il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Punta Penna, a bordo del battello Gc B14,nel compiere i controlli in mare, ha scoperto le reti abusive. «Le reti da posta, di vario tipo, per una lunghezza complessiva di 1200 metri (oltre a 2 ancorotti in ferro) sono stati sequestrati», fa sapere il comandante del Circomare, il tenente di vascello, Cosimo Rotolo. «Le reti da pesca non possono essere immerse a una distanza dalla costa inferiore ai 300 metri. Lo dice la legge», ricorda l’ufficiale . «La norma stabilisce anche che sulle reti vada riportato il numero di matricola identificativa, e che alla rete vada agganciata una piccola boa galleggiante che ne indica la presenza», annota Cosimo Rotolo. «Purtroppo, continuano a essere numerosi i pescatori abusivi che utilizzano attrezzi non conformi alla legge ed in aree vietate», è il rammarico del comandante . «I controlli continueranno con estremo rigore e in linea con gli obiettivi di competenza del Corpo delle Capitanerie di Porto», rimarca Rotolo. "«Gli abusivi sono dannosi per la fauna ittica e per gli operatori della pesca. Oltre che aumentare lo sforzo di pesca, andando ad inficiare l’area marittima sotto costa destinata al ripopolamento delle specie, la pesca sotto costa con reti abusive continua a rappresentare una forma di concorrenza sleale. Il prodotto pescato viene immesso illecitamente nella filiera commerciale». L’autorità marittima ricorda che con l’inizio della stagione balneare gli attrezzi dovranno essere posizionati ad almeno 500 metri di distanza dalla costa. (p.c.)

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