Sequestrò la ex: condannato
Inflitto un anno a un 49enne, risarcimento a due carabinieri
LANCIANO. Non voleva che la compagna andasse via di casa e lo lasciasse: così le impedì fisicamente di uscire dall’abitazione. Quando lei riuscì a scappare, lui la inseguì sbattendola contro il muro per fermarla. E non si fermò neanche davanti ai carabinieri minacciati e ingiuriati. Con le accuse di sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale Gaspare D.U., 49 anni, di Lanciano è stato condannato a un anno di reclusione e 2.000 euro di risarcimento danni ai due carabinieri parte civile nel processo.
Un amore travagliato, turbolento quello tra Gaspare e l’ex compagna a cui lei aveva deciso di porre fine. Il 26 ottobre 2014 fattasi coraggio, fa le valigie per andare via, ma inizia l’incubo. L’uomo, per l’accusa, viste le intenzioni della compagna la rinchiude in casa, privandola della sua libertà personale. La donna, esasperata, chiede aiuto ai carabinieri. Riprende le valigie e confidando nell’aiuto dei militari si appresta ad uscire dall’abitazione ma l’uomo, mentre le diceva “Io da qui non ti faccio uscire” le si scaglia contro, l’afferra e la sbatte ripetutamente contro il muro di recinzione. I carabinieri intervengono ma lui furioso comincia a dare di matto. Si rifiuta di fornire le generalità e si scaglia contro i due appuntati dicendo: “Non vi do nulla perché sono dentro casa mia e qui non dovete venire…”. Volano parolacce ma i militari riescono ad ammanettarlo. Non pago comincia a tirare calci e pugni all’abitacolo e sullo schienale dell’auto di servizio. Un fermo di alcune ore a cui non seguì l’arresto, perché, ha sostenuto la difesa nel processo, era una “lite tra conviventi degenerata”.
Non ci fu neanche la denuncia da parte della donna che da quel giorno non è più tornata sui suoi passi. A procedere è stata la Procura, d’ufficio, che ha ottenuto ora la condanna dell’uomo dal giudice Andrea Belli, ad un anno di reclusione. (t.d.r.)
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