«Serve buon senso contro i litigi»

L’amministratore Capone: denunce sempre più frequenti, ma è meglio mediare
CHIETI. «Nei condomini le liti tra vicini di casa sono costanti. Noi amministratori cerchiamo il più possibile di comporre i dissidi facendo prevalere il buon senso ma, a volte, non è proprio possibile». Il geometra Giuseppe Capone, professione amministratore con lo studio Mavi in via Ventiquattro maggio, ne vede di tutti i colori: ormai non si stupisce quasi più di fronte alle telefonate ricorrenti dei condomini arrabbiati per i rumori troppo forti, per le molliche di pane trovate sui balconi, per le scale sporche. «Purtroppo, nella maggior parte dei casi, si innescano questioni personali tra i condomini che si riflettono, poi, sulla gestione degli stabili. Ma è bene ricordare», dice Capone, «che i nostri compiti sono quelli di tutelare le parti comuni e sensibilizzare gli inquilini al rispetto dei regolamenti condominiali. Gli amministratori sono dei mediatori: non siamo carabinieri con il potere di intervenire nelle case degli altri».
Capone predica il «buon senso»: spesso, nella vita frenetica di tutti i giorni tra impegni e preoccupazioni, è proprio il buon senso a mancare nei rapporti di vicinato. «Convivere con altre persone», spiega l’amministratore, «è sempre difficile e chi non vuole avere problemi di nessun tipo dovrebbe andare a vivere da solo».
Si litiga un po’ per tutto nei condomini: «C’è chi lascia il portone aperto, chi sporca le scale e l’ascensore, chi fa rumori molesti e poi si litiga anche per gli animali», dice Capone esibendo il campionario dei motivi più frequenti di contrasti. «Tra le cause più ricorrenti», dice l’amministratore, «ci sono anche i lavori edili nei singoli appartamenti con il mancato rispetto degli orari di riposo». Sempre più frequenti i casi in cui tra i residenti di uno stesso palazzo inizi una guerra di denunce: «Ma dopo una querela», avverte Capone, «è difficile tornare a rapporti pacati: meglio pensarci bene».

